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Agosto 2017- Nello zaino di Carmen Ventura

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Cosa c’era nel tuo zaino prima di partire ?  E cosa c’era nel tuo zaino al ritorno?
 Ho attraversato l’oceano tra paura ed eccitazione per raggiungere LA PAZ in Bolivia terra dove le Ande incontrano l’Amazzonia. Sono rimasta molti mesi lì. Avevo il cuore pesante, tanta voglia di darmi forma e di dare forma a quelle parti di me che mi attraversavano in dialogo scomposto e che non riuscivano a trovare PACE.
Ho percorso molti km dentro me stessa.

Ho alleggerito il cuore, ho scoperto la mia forza, ho imparato a guardare, a rispettare, ad attendere pazientemente, a sentire il mio respiro, a respirare piano, a camminare a fatica a 3600 metri sul livello del mare.

Ho visto per la prima volta l’azzurro azzurro del cielo e il bianco bianco delle nuvole. Ho guardato un lago come se fosse il mare. Ho imparato a rispettare il silenzio che sussurra forte ciò che tanto faticosamente cerchi nel rumore di te stessa. Ho scoperto che viaggiare è la somma di tante piccole azioni…quelle che partono dal cuore…e che altro non è che il coraggio che ognuno ha in sé se ascoltasse il cuore.

I viaggi non finiscono mai diceva J. Saramago… ogni viaggio merita un romanzo!

Bolivia
Foto e testo di Carmen Ventura

LUGLIO 2017 – NELLO ZAINO DI MARTA CARADONNA

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Cosa c’era nel tuo zaino prima di partire ?  E cosa c’era nel tuo zaino al ritorno?

…. Cosa spinge i nostri piedi, il nostro corpo e la nostra persona a mettersi in viaggio, lasciando alle spalle i confini di un mondo comodo, conosciuto, costellato di affetti e riferimenti culturali familiari? I miei sogni mi hanno mostrato sin da piccola, luoghi lontani e persone leggendarie, realtà che la mia curiosità mi ha spinto a conoscere ed esplorare.

L’ALTERITÀ’, qualsiasi forma incarnasse, era la mia meta, incontrarla nella lingua, nei tratti somatici, nei sistemi politici e sociali, nelle conoscenze tradizionali è stato il mio percorso. Viverla mi ha insegnato che, nonostante tutte le sfide e i limiti materiali e umani, è possibile condividere con amici di altri popoli il sogno di vedere arrivare incontro a noi un giorno la felicità, il sogno di una vita più giusta che elargisce pace e serenità.

Oggi, seduta ad una scrivania in un punto che è più vicino alla mia casa d’origine, mi domando ancora in quale momento della nostra vita avverrà quest’incontro atteso … intanto i nostri passi proseguono, preparandosi a nuovi incontri e viaggi rivelatori che creano ponti e legami che superano dimensioni temporali e spaziali.

Tanzania
Testo e foto di Marta Caradonna

Aprile 2017- Nello zaino di Marco Dello Russo

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Cosa c’era nel tuo zaino prima di partire ?  E cosa c’era nel tuo zaino al ritorno? 

Non avevo uno zaino. Avevo una valigia piena di paure.  Era la mia prima esperienza in un Paese così lontano, così diverso dal resto del mondo per come avevo imparato a conoscerlo fino a quel momento.

La valigia era grande, ingombrante e difficile da trasportare, perché il timore dell’ignoto appesantisce gli animi e rende i piedi pesanti come il piombo. Dopo qualche giorno ho iniziato prendere diversi indumenti e sbarazzarmene. Via tutto il superfluo.

Via la concezione del tempo per come lo concepiamo noi. Via lo spreco di cibo, acqua e denaro di cui abusiamo quotidianamente. Via il senso di superiorità instillato a forza da una generazione precedente che ci ha ripetuto fino alla nausea che un giorno saremmo diventati qualcuno. Via la tecnologia da cui siamo del tutto dipendenti. Via la frenesia, il senso di angoscia, i pensieri negativi sul futuro. Via tutto.

Alla fine sono rimasto nudo, senza indumenti ed ho imparato a muovermi tra le strade di Addis Abeba ed Arba Minch per diversi mesi come farebbe qualsiasi Etiope, scoprendo alcuni aspetti della mia personalità che francamente non pensavo di possedere.

Quando sono tornato avevo finalmente il mio zainetto una volta sceso dall’aereo. Dentro solo indumenti preziosi, più piccoli da trasportare. Il senso di umanità e di collettività che solo l’Africa può donarti. Quei riflessi di luce sul lago Chamo ad Arba Minch e lo spettacolo della natura della Riff Valley a 1500 metri di quota di fronte al quale si rimane a bocca aperta. Il sapore dell’Injera e dei suoi molteplici ingredienti.

L’odore di carne bruciata e polvere che riempie l’aria. Il sapore della birra Dashen. I bambini sperduti degli Youth Centres ed Addis Abeba, dove le strade non hanno un nome. Ripensadoci oggi, credo di essermi liberato in parte di alcuni indumenti, durante la mia esperienza laggiù, ma di non essere mai tornato veramente indietro.

Amasegenallo Etiopia – Foto e testo di Marco Dello Russo
Tirocinio CIAI – Centro Italiano Aiuti Infanzia
Settembre – Dicembre 2015.

La storia di Bintu

agosto

Ad agosto c’è la storia di Bintu che aspetta solo di essere ascoltata. Una splendida cinquantenne senegalese giunta a Modugno negli anni ’80 per salutare per l’ultima volta suo fratello. Da allora non c’è stato mai verso di ritornare in Senegal o di partire per un altro Paese. Kenda vi propone di volare in Senegal con una guida di eccezione! Bintu, con le sue parole ed il suo racconto, saprà condurvi nel Paese dove ci sono case senza muri, una comunità capace di accogliere e prendersi cura dei più deboli e tanto, tanto altro! Buon Viaggio!

Guarda qui le foto e l’intervista!

La storia di Almaz

luglio

Ecco on line la storia di Almaz, una donna Eritrea giunta in Italia, a Bari, negli anni ’80.  Nella sue parole ritroviamo la scuola, gli amici, l’amore, la famiglia, l’integrazione, la nostalgia per il Paese d’origine.

La storia personale diventa storia collettiva, di un Paese prima e di una città poi.

Guarda qui le foto e l’intervista!

La storia di Din Mohammed

IMG_2984Ecco on line la storia di Din, un ragazzo Afghano giunto in Italia quando era ancora minorenne. Il suo sogno era la Germania, ma arrivato in Italia è stato costretto a lasciare le sue impronte digitali. Adesso lavora in un pizzeria a Bari, città in cui vive da 6 anni, e ama praticare dello sport durante il tempo libero.

Ecco la sua storia