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Costa d’Avorio: appunti di viaggio di un giorno speciale

Dal diario di viaggio di Aida Tro, Capoprogetto per Generazione mai Nata

18 Dicembre 2019

È la mattina del 18 dicembre e siamo in partenza verso Ouragahio, località individuata dal progetto Generazione Mai Nata e in cui domani si terrà la cerimonia ufficiale per la consegna di un’incubatrice e del materiale di supporto presso l’unità ospedaliera.  Il nostro viaggio continuerà poi per Vavoua.
Questa partenza rappresenta per me la realizzazione di un sogno. Viaggio insieme ai partner di progetto, tra cui membri di Yo Spirit ed dell’Amicale des Filles de San Pedro, la cui strada abbiamo incrociato per comunione di visione ed obiettivi. Siamo tutti entusiasti, in subbuglio per la partenza, felici. Scherziamo, ridiamo e ci scambiamo idee per la buona riuscita di Generazione Mai Nata, forse per veicolare l’adrenalina e l’attesa dell’evento a cui parteciperemo domani, sicuri che qualcosa potrebbe non andare come previsto, ma che come spesso accade qui in Africa, si concluderà per il verso giusto.

Dopo una giornata di viaggio, stanchi ma in trepidazione, arriviamo  ad Ouragahio. Ci mettiamo subito a letto per ricaricare le energie.

19 Dicembre 2019

Ci svegliamo di buona lena. E’ mattina presto e tra poche ore la cerimonia ufficiale di consegna avrà inizio. Come prima cosa visitiamo le autorità tradizionali tra cui figurano i saggi, i capi dei terreni che ne gestiscono la distribuzione e i capo-villaggi della circoscrizione di Ouragahio. Ci accolgono benedicendo il progetto e le attrezzature che permetteranno di rafforzare l’offerta sanitaria locale a beneficio delle future generazioni e quindi della comunità intera. È una cerimonia molto importante, questa, perché senza di essa non avremmo il permesso di spostarci sul territorio, secondo quanto prevede la tradizione Ivoriana.

Con il beneplacito degli chefs coûtumiers, ci muoviamo verso l’ospedale di Ouragahio, già in fermento.

Sono tutti presenti: le autorità politiche e tradizionali, le associazioni della società civile composte da donne e giovani, il corpo medico, la comunità cittadina ed anche i rappresentanti dei vari partner di progetto. Le parole di apertura dei rappresentanti istituzionali sono cariche di speranza e gratitudine. Non mancano le esortazioni a fare buon uso dei macchinari e, rivolgendosi alla comunità, a ricorrere alle cure mediche offerte dall’ospedale che da oggi si vedono potenziate affinché non si registrino più morti evitabili. Il supporto da parte loro è totale e vigileranno affinché il contributo dato dal progetto venga valorizzato nel tempo e si lavori insieme verso un netto miglioramento delle cure offerte a mamme e bambini.

Dopo l’apertura la cerimonia di consegna si trasforma in una vera e propria festa. Si intonano canti, si balla e la comunità ci regala tessuti coloratissimi in segno di ringraziamento.
Dopo la cerimonia ci spostiamo nel vicino villaggio di Broudoumé. Ad attenderci nella piazza pubblica una folla danzante e gli anziani del luogo. Broudoumé è un centro privo di ospedali, che quindi soffre di un limitato accesso alle cure mediche ospedaliere. Il dispensario del villaggio mitiga questa carenza assicurando cure mediche e farmaci di base.
Broudoumé sarà una di quelle località satellite che beneficeranno dell’installazione delle incubatrici e delle competenze acquisite dal personale ostetrico e ginecologico di Ouragahio.

Ed è proprio con la formazione del personale medico-sanitario di Ouragahio che concludiamo questa giornata carica di soddisfazione, ma anche di riflessioni sull’importanza e necessità di questo impegno preso da attori della società civile e istituzioni italiane e ivoriane e che speriamo sia solo il seme di una più lunga cooperazione futura.

Barry Abdoul Razak, il sogno della fotografia e il calendario 2020 di Kenda

Il calendario 2020 di Kenda parla di gesti quotidiani, villaggi, feste, coraggio e ritualità, una lettura carica di energia e vitalità della terra dell’avorio e del cacao. Kenda Onlus coopera con la Costa d’Avorio attraverso il progetto Generazione mai Nata, a cui il calendario 2020 è dedicato, un progetto in corso da ottobre 2019 a Vavoua e Ouraghaio che mira a produrre un impatto positivo sulla riduzione dell’alto tasso di mortalità materno-infantile con cui il Paese si confronta ancora oggi (visita questa pagina per saperne di più sul progetto).
Ma chi si cela dietro la macchina fotografica? Abbiamo intervistato il fotografo, Barry Abdoul Razak, 25 anni di nazionalità ivoriana e nigeriana per conoscerlo meglio e dirvi cosa c’è di speciale in questo calendario.

Rasak, quando ti sei avvicinato alla fotografia?
Ho scoperto questa passione già in tenerissima età. Mio fratello aveva l’abitudine di farsi fotografare da un anziano fotografo in Nigeria. Ho letteralmente cominciato ad inseguirlo ovunque. Lui mi ha accolto nel suo studio per accompagnarlo nel suo lavoro e grazie a lui mi sono formato. Ho cominciato facendo personalmente degli scatti per mio fratello.

Ricordi quando hai scattato la tua prima fotografia professionale?
Certo! La mia prima foto l’ho scattata nella scuola che frequentavo. Il mio maestro fotografo mi affidò la sua macchina fotografica per fotografare i miei compagni di scuola durante la festa di fine anno. Da quel momento la fotografia è diventata la mia vita.

Cos’è la fotografia per te?
C’è chi va matto per le scarpe, i profumi, una macchina. Il mio sogno è la fotografia. Quando ho tra le mani la macchina fotografica dimentico tutto, le difficoltà che incontro nella mia vita, i miei problemi… È un momento magico.

Come ti ritrovi in Costa d’Avorio?
Ad un certo punto ho deciso di lasciare la Nigeria e provare a diventare un calciatore in Costa d’Avorio. Così sono emigrato, ma la fortuna non è stata dalla mia parte. La fotografia mi ha salvato. Ho recuperato la macchina fotografica e da allora non l’ho mai più lasciata.

Qual è la foto del calendario che preferisci?

Il mio scatto preferito è sicuramente quello che ritrae una donna con il volto dipinto mentre partecipa al Festival dell’Abissa. Era la prima volta che partecipavo a questo Festival ed è indescrivibile la gioia che ho provato vedendo questa donna.

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Qual è il tuo sogno?
Nel breve termine vorrei acquistare una macchina fotografica tutta mia visto che al momento ne utilizzo una che prendo in fitto. Tuttavia il mio sogno più grande è quello diventare un giorno un fotografo professionista conosciuto a livello mondiale. Quando Marina Doguei, la Presidente dell’Association des Filles de San Pedro-AFSP, mi ha contattato proponendomi di utilizzare le mie foto per il calendario di Kenda Onlus, sono stato entusiasta. Attraverso il calendario le mie foto e il mio lavoro saranno apprezzati all’estero. Spero davvero che la collaborazione con Kenda continui in futuro!

Acquistare una copia del calendario 2020 di Kenda permette di fare la propria parte nel supportare i progetti di Kenda in Sud Sudan e Costa d’Avorio, a favore della salute di mamme e bambini. Il calendario è disponibile in due formati, uno da muro e uno da scrivania ed il costo è rispettivamente di 10 euro e 5 euro.
È possibile prenotare la propria copia scrivendo all’indirizzo: kenda.info@gmail.com

GIUGNO 2017 – NELLO ZAINO DI MARCO COSTANTINO

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Cosa c’era nel tuo zaino prima di partire ?  E cosa c’era nel tuo zaino al ritorno?
L’Ecuador è un paese in bilico. La linea immaginaria da cui prende il nome è anche la frontiera delle frontiere, quella tra nord e sud del mondo.

Concetti geografici che rimandano ad immaginari molto più ampi: sviluppo e sottosviluppo, benessere e miseria, vincitori e vinti. Ho attraversato via terra quella linea immaginaria in una località dall’evocativo nome “Mitad del mundo” nel corso di un viaggio alla scoperta di organizzazioni di produttori del commercio equo e solidale, tra i piccoli produttori di canna da zucchero e banane.

Piccole organizzazioni che ogni giorno di qua e di là dall’equatore difendono le proprie comunità e la loro terra dall’aggressione dell’agricoltura intensiva e del commercio internazionale. Sono stati loro a ricordarmi che la vera frontiera non è tra due emisferi, ma tra due idee.

Sfruttamento e cooperazione, disprezzo e rispetto, solidarietà ed egoismo.  A noi la scelta.

Ecuador
Foto e testo di Marco Costantino

La storia di Bintu

agosto

Ad agosto c’è la storia di Bintu che aspetta solo di essere ascoltata. Una splendida cinquantenne senegalese giunta a Modugno negli anni ’80 per salutare per l’ultima volta suo fratello. Da allora non c’è stato mai verso di ritornare in Senegal o di partire per un altro Paese. Kenda vi propone di volare in Senegal con una guida di eccezione! Bintu, con le sue parole ed il suo racconto, saprà condurvi nel Paese dove ci sono case senza muri, una comunità capace di accogliere e prendersi cura dei più deboli e tanto, tanto altro! Buon Viaggio!

Guarda qui le foto e l’intervista!

La storia di Almaz

luglio

Ecco on line la storia di Almaz, una donna Eritrea giunta in Italia, a Bari, negli anni ’80.  Nella sue parole ritroviamo la scuola, gli amici, l’amore, la famiglia, l’integrazione, la nostalgia per il Paese d’origine.

La storia personale diventa storia collettiva, di un Paese prima e di una città poi.

Guarda qui le foto e l’intervista!

La storia di Din Mohammed

IMG_2984Ecco on line la storia di Din, un ragazzo Afghano giunto in Italia quando era ancora minorenne. Il suo sogno era la Germania, ma arrivato in Italia è stato costretto a lasciare le sue impronte digitali. Adesso lavora in un pizzeria a Bari, città in cui vive da 6 anni, e ama praticare dello sport durante il tempo libero.

Ecco la sua storia

 

Puglia Palestina – Cooperazione all’ombra del muro

Kenda Onlus – Cooperazione tra i Popoli
in collaborazione con

Centro Interculturale AbusuanComunità Palestinese di Puglia e Basilicata

sono lieti di invitarvi all’inziativa:

Dal 10 al 12 ottobre 2010 si terranno a Bari e provincia un ciclo di incontri per chiarire ed illustrare la condizione dei palestinesi ed in particolare delle comunità beduine Jahalin dislocate nell’area ad est di Gerusalemme.
Questa sarà un’occasione per scoprire esperienze di dialogo interculturale e interreligioso attivate in quei territori, nonché per comprendere come è possibile contribuire concretamente al sostegno del popolo palestinese e alla costruzione di “reali” dialoghi di pace. (stefania spanò.jpg)

I protagonisti dell’iniziativa sono anche alcuni degli attori che ormai da tre anni scrivono la storia di Kenda onlus nei Territori Occupati, una storia di cooperazione decentrata, possibile grazie al sostegno delle istituzioni locali pugliesi e all’attività di volontariato dei sostenitori dell’associazione.
Kenda, onlus di Bari, lavora, infatti, in Palestina dal 2006, prima con un progetto di dialogo interculturale fra giovani ebrei e giovani palestinesi (cristiani e mussulmani) residenti ad Akko (Israele) e successivamente con due iniziative in ambito socio-sanitario nell’area di Gerusalemme est (Cisgiordania). Durante gli incontri previsti verrà descritto in particolare il progetto attualmente in corso, che prevede l’attivazione di una clinica mobile e attività di educazione sanitaria per le popolazioni beduine Jahalin situate lungo la direttrice che collega Gerusalemme a Gerico.
Una manifestazione che vuol essere un’opportunità per mettere in relazione comunità e amministrazioni locali di luoghi diversi che scelgono di dialogare, conoscersi e costruire insieme un futuro migliore.

IL PROGETTO IN CORSO
Il progetto “Clinica mobile per i distretti di Betania e Gerico” è un progetto co-finanziato dalla Regione Puglia (L.R. 20/2003), finalizzato al miglioramento delle condizioni igienico sanitarie e di salute della popolazione beduina Jahalin presente nei campi situati nei pressi della direttrice viaria che collega Gerusalemme a Gerico (Cisgiordania) e al momento priva di un servizio sanitario continuo. Continua la lettura di Puglia Palestina – Cooperazione all’ombra del muro

PeaceMore+Fantasia

L’Associazione Kenda Onlus – Cooperazione tra i Popoli ed il Circoforum,

sono lieti di invitarvi all’evento

“PeaceMore+Fantasia”.

La manifestazione che si inserisce all’interno della cornice degli eventi del “Settembre delle Creatività”, promosso dal Comune di Bari – Assessorato alle Politiche Educative e Giovanili, Accoglienza e Pace, vuole creare momenti di confronto tra la Cittadinanza, le Isituzioni ed i rappresentanti del Terzo Settore sulle tematiche legate alla solidarietà locale ed internazionale e sulla opportunità/necessità di declinare la cooperazione in chiave decentrata (rapporto tra comunità locali per costruire assieme comuni progetti di “sviluppo”).

La due giorni sarà arricchita da proiezioni di lungometraggi, documetari e video attinenti le tematiche trattate e sarà animata da concerti e spettacoli teatrali.

SIETE TUTTI INVITATI A RAGGIUNGERCI IL 22 OTTOBRE A PARTIRE DALLE ORE 18:00 ED IL 23 A PARTIRE DALLE ORE 19:30

C/O ABUSUAN – BARI, CITTA’ VECCHIA, STRADA VALLISA 67-68