Quintetto Base

DATI DI SINTESI DEL PROGETTO
Titolo del progetto: Quintetto Base

Paese e località di intervento: Israele – Città di Akko

Data di inizio: 13 settembre 2006
Durata: 12 mesi

Altri organismi co-finanziatori: FIP (Federazione Italiana Pallacanestro) – Comitato Regionale Puglia;
UISP (Unione Italiana Sport per Tutti) – Comitato Territoriale di Bari;
Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo;
Provincia di Bari

Controparte locale: Terra Santa College School, Scuola Darsky
Altri Enti coinvolti: Frati Minori Francescani – Custodia di Terra Santa
Municipalità di Akko – Israele
Regione Puglia – Ufficio Politiche Giovanili e Sport
Il Quotidiano di Bari
Portale internet www.basketpuglia.it

Contesto specifico del progetto e descrizione
La situazione attuale, nell’area di intervento, è caratterizzata da forti squilibri sociali e da una tensione fra il Governo Israeliano, responsabile dell’amministrazione locale e la popolazione arabo-palestinese, da sempre presente nella città di Akko e alle prese con difficili condizioni socio-culturali-economiche.
Il progetto in questione mirava ad intervenire sul territorio di Akko, promuovendo la realizzazione di corsi di pallacanestro giovanile, in modo da utilizzare lo sport come strumento ludico, educativo ed aggregante per favorire la convivenza fra i diversi gruppi nazionali e religiosi.
Così, in questo contesto complesso, dominato dalla paura e dal non dialogo, abbiamo scelto di ripartire dal gioco, per dar vita ad un percorso di conoscenza reciproca e condivisione.

Area di intervento
La città di Akko si trova nella regione della Galilea, nella parte nord-occidentale dello stato di Israele
Città tipicamente araba, è adagiata all’estremità nord della grande baia di Haifa, circondata da un’ampia e fertile pianura, caratterizzata dai suoi alti minareti e dalle le cupole rotonde delle moschee.
Akko è una città pluralistica da tutti i punti di vista. Le più recenti statistiche evidenziano la presenza di 35.000 ebrei, 13.000 arabi palestinesi di cui 1.200 cristiani ed il resto musulmani, fatta eccezione per una piccola percentuale formata da drusi e bahaim.
Nonostante questa convivenza l’equilibrio sociale della Municipalità è ad ogni modo precario; lo testimonia la stessa suddivisione morfologica della Città.
Questa è, infatti, strutturata in un centro storico completamente abitato da popolazione araba intorno al quale si apre la città nuova, nella stragrande maggioranza abitata da popolazione ebraica.
Notevoli sono le frizioni fra le diverse religioni: ebraica, musulmana, cattolica, greco-ortodossa, drusa.

Le Controparti
Una delle due Controparti che hanno supportato in loco il lavoro del nostro Cooperante e le attività legate al progetto è la comunità dei frati Minori di San Giovanni d’Acri – Custodia di Terra Santa, nella figura del Superiore della Comunità, padre Quirico Calella, direttore del Terra Santa College School 2000.
Padre Quirico Calella è da 30 anni direttore d’istituiti di formazione di classi elementari e medie-superiori e che da 11 anni lavora ad Akko.
L’altra è Lea Haliva, Direttrice della scuola ebraica Darsky, che ha benevolmente offerto l’utilizzo dei campi sportivi della scuola, per poter realizzare i previsti allenamenti.
Il progetto è stato proposto a ragazzi facenti parte delle due scuole summenzionate
– il Terra Santa College School, frequentato da ragazzi arabi, musulmani e cristiani;
– la Scuola Darsky, frequentata da ragazzi ebrei.
Entrambe le scuole accolgono un’utenza che va dalla scuola media alle scuole superiori, ma i ragazzi a cui è stato proposto il progetto sono di età compresa fra i 14 e i 17 anni, in quanto questa fascia è stata ritenuta la più idonea, in questo tipo di conteso, ad un apprendimento tecnico-sportivo e soprattutto psico-pedagogico.

Obiettivi
Con questo intervento ci si è prefissi di dare la possibilità ai giovani di diverse culture e religioni di vivere dinamiche interrelazionali basate sulla condivisione, rispetto, conoscenza ed aiuto reciproco.
Si è mirato a creare situazioni che contrastassero l’intolleranza religiosa, l’indifferenza e l’abbandono sociale e politico, proponendo a questi giovani un cammino comune attraverso un’esperienza sportiva.
L’obiettivo finale è stato creare, nelle coscienze di questi giovani, spazi di speranza e basi sulle quali loro stessi potessero fare da soli, in futuro, scelte di tolleranza, rispetto e cooperazione con gente di diversa cultura e religione.
Si è cercato di creare nelle loro coscienze interrogativi positivi da poter opporre ai concetti di intolleranza ed aggressività fortemente presenti nelle loro vite e nei loro contesti sociali.
Per questo si è cercato anche di promuovere la collaborazione con una piccola associazione sportiva presente ad Acco, sorretta e gestita da ebrei, che potesse garantire una continuità e una più profonda radicazione dei valori di collaborazione e convivenza pacifica, accogliendo i ragazzi arabi aderenti al progetto insieme ai loro genitori.

STRATEGIA DELL’INTERVENTO:
Lo svolgimento dell’iniziativa è stato caratterizzato dalla formazione dei suoi partecipanti, attraverso incontri non solo relativi agli aspetti tecnico-tattici dello sport pallacanestro, ma soprattutto inerenti a meccanismi di conoscenza e scoperta dell’altro.
Il supporto di attività pedagogico-motivazionali è stato il vero cuore di Quintetto Base, per stimolare i ragazzi a partecipare costantemente ed attivamente al progetto.
Entrambe le scuole aderenti all’iniziativa si sono offerte come supporto a questo tipo di attività. Anche i genitori dei ragazzi coinvolti, oltre ad aver condiviso gli obiettivi di Quintetto Base, hanno espresso una forte disponibilità, sostenendo le attività previste ed affiancando il delicato lavoro del nostro Cooperante.
Lo svolgimento delle attività, è stato continuamente monitorato, in tutte le sue parti, attraverso contatti continui con le Controparti, raccogliendo le testimonianze dei ragazzi coinvolti (attraverso filmati, questionari, schede di valutazione) e soprattutto mantenendo vivo e costante il coinvolgimento con le Scuole partners, le famiglie e la Municipalità stessa.

L’impegno profuso è stato inoltre rivolto a far crescere il numero degli aderenti al progetto, sia direttamente che indirettamente, soprattutto inserendo la fascia d’età dei più piccoli.
Attraverso il coordinamento e la collaborazione fra i partners di Quintetto Base, ci si è prefissi di coinvolgere anche la popolazione di Akko, per lo meno sotto forma di sostegno alle attività ludiche collaterali all’iniziativa.
I genitori dei ragazzi beneficiari sono stati periodicamente invitati ad assistere a mini-tornei organizzati fra le squadre interne al progetto, o a partite amichevoli con altre formazioni locali. La realizzazione di manifestazioni ludico-sportive all’aperto è, ad esempio, uno degli strumenti con cui si cercherà di promuovere e diffondere il progetto nelle sue vesti, sportive prima e sociali poi.
Nonostante alcuni imprevisti, sono state pienamente realizzate tutte le fasi di avanzamento ipotizzate durante lo studio dell’iniziativa e si sta provando a realizzare una seconda parte di Quintetto Base, che induca anche sul territorio italiano a riflettere maggiormente sui valori e sulle finalità progettuali.

TRASFERTA
Tra la conclusione della prima fase del progetto Quintetto Base e il probabile ed imminente inizio della seconda, si è realizzata una esperienza, nella città di Bari, caratterizzata da un fortissimo impatto emotivo e dal grande valore simbolico.
Dal 20 al 25 settembre, una delegazione di ragazzi arabo-ebrei che hanno preso parte alla prima fase del progetto, è stata presente nella città di Bari in occasione della Festa della Pace svoltasi presso il Centro Mongolfiera di Bari, la cui struttura gestionale, insieme alla FIP Comitato Regionale Puglia, ha anche permesso la realizzazione della trasferta con il proprio supporto.
I giorni vissuti da questi ragazzi, due arabi (un musulmano ed un cristiano) e due ebrei, insieme al loro accompagnatore, responsabile della società sportiva con cui si sta strutturando la continuazione del progetto, sono stati vissuti con indescrivibile intensità.
Questi ragazzi, particolarmente meritevoli per aver costantemente vissuto il progetto ad Acco durante tutto il suo svolgimento e per aver fortemente contribuito alla concretizzazione di rapporti bilaterali fra il gruppo arabo e quello ebraico, hanno portato la loro testimonianza a diversi livelli, in conferenze, tavole rotonde, nelle scuole, alle amministrazioni, nel privato, condividendo con la cittadinanza barese la loro esperienza e testimoniando liberamente e sinceramente quanto questo progetto abbia contribuito a superare le difficoltà ed unire i due gruppi nazionali.

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