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	<title>Kenda onlus - Cooperazione tra i Popoli</title>
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		<title>Una strada nel deserto</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 16:12:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Si svolgerà martedì 21 febbraio, a partire dalle 19, presso la sala comunale “San Felice” di Giovinazzo (sita nell’omonima piazza del centro storico), l’incontro – dibattito sulla questione &#8230; <a href="http://www.kenda.it/wordpress/2012/02/13/una-strada-nel-deserto/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-475" title="First Aid Giovinazzo" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/First-Aid-Giovinazzo.bmp" alt="" /></p>
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<p>Si svolgerà martedì 21 febbraio, a partire dalle 19, presso la sala comunale “San Felice” di Giovinazzo (sita nell’omonima piazza del centro storico), l’incontro – dibattito sulla questione israelo-palestinese, organizzato dal Comune di Giovinazzo in collaborazione con l’associazione Kenda Onlus.</p>
<p>Il 23 gennaio scorso alcuni bulldozer hanno fatto irruzione negli accampamenti del villaggio di Anata, piccolo sobborgo a 4 km da Gerusalemme Est, nei Territori Occupati Palestinesi.  Sotto gli occhi degli attivisti internazionali sono stati mandati via dalle proprie case 52 persone, di cui 29 bambini. Le famiglie, quasi tutte beduine, hanno fatto appena in tempo a recuperare alcuni dei loro averi, prima che i cingoli dei bulldozer riducessero le loro case in un cumulo di macerie.</p>
<p>Questo è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi che ostacolano il lavoro di chi, come don Nandino Capovilla &#8211; Coordinatore Nazionale di Pax Christi, porta avanti da anni la promozione della pace in Terra Santa.</p>
<p>L’incontro sarà una occasione per approfondire i temi legati alla Palestina di oggi e al rispetto dei diritti umani. La testimonianza viva di don Nandino offrirà un racconto coraggioso e scomodo sull’attuale situazione in Medio Oriente, dando voce alle sofferenze  e alle speranza dei popoli che vivono in quella terra.</p>
<p>Durante l’incontro verrà inoltre presentato il progetto di cooperazione internazionale FIRST AID, promosso dal Comune di Giovinazzo in collaborazione con Kenda Onlus e finanziato dalla Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo.</p>
<p>Il progetto è finalizzato al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e di salute della popolazione beduina presente nei campi situati ad est di Gerusalemme ed oggi sotto la minaccia di trasferimento forzato da parte dell’esercito israeliano.</p>
<p>Durante la serata sarà possibile testimoniare la propria solidarietà anche sottoscrivendo gli appelli promossi da Amnesty International per fermare le demolizioni per scuole, case e ricoveri per il bestiame in territorio palestinese.</p>
<p>Per info: kenda@kenda.it – facebook: Kenda cooperazione tra i popoli.</p>
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		<title>Chi demolisce una scuola demolisce il futuro. Atto II &#8211; Andria</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 17:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Andria-29.bmp" alt="" title="Andria 29" class="alignleft size-full wp-image-464" /></p>
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		<title>Bondezirojn!</title>
		<link>http://www.kenda.it/wordpress/2011/12/28/bondezirojn/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 13:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/auguri-kenda.jpg" alt="" title="auguri kenda" width="431" height="300" class="alignleft size-full wp-image-449" /></p>
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		<title>Ecco il calendario 2012 di Kenda onlus!</title>
		<link>http://www.kenda.it/wordpress/2011/12/13/il-calendario-2012-di-kenda/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 17:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno siamo felici di annunciarvi che è disponibile il calendario 2012 di Kenda onlus &#8220;Una strada nel deserto&#8221;. Acquistando il calendario (da muro o da tavolo) sarà possibile sostenere le comunità palestinesi con cui operiamo con i nostri progetti. &#8230; <a href="http://www.kenda.it/wordpress/2011/12/13/il-calendario-2012-di-kenda/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno siamo felici di annunciarvi che è disponibile il calendario 2012 di Kenda onlus &#8220;Una strada nel deserto&#8221;.<br />
<strong>Acquistando il calendario (da muro o da tavolo) sarà possibile sostenere le comunità palestinesi con cui operiamo con <a href="http://www.kenda.it/wordpress/progetti/clinica-mobile-per-i-distretti-di-gerusalemme-e-gerico/">i nostri progetti</a>.</strong></p>
<p><iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/nfAryKhayXg?hl=en&#038;fs=1" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span id="more-427"></span><strong>Il calendario 2012 è dedicato alle comunità beduine Jahalin che vivono ad est di Gerusalemme</strong>, sulle colline semi-desertiche che portano a Gerico.<br />
Attraverso le immagini del calendario (scattate dai volontari di Kenda e dai partecipanti al viaggio solidale dell’estate 2011), l’associazione intende raccontare la quotidianità di questo popolo, tre volte rifugiato, che dal deserto del Negev si è spostato in Cisgiordania e poi, a partire dal 1978, è stato spossessato dei propri pascoli per la costruzione degli insediamenti israeliani e del muro.</p>
<p>Oggi queste comunità (composte da circa 2000 persone) <strong>vivono in baracche fatte di lamiere e materiale di riciclo, con notevoli difficoltà di accesso all’acqua ed al sistema sanitario ed educativo</strong>. Eppure, continuano a subire la confisca della terra, la demolizione di case e di edifici pubblici e il divieto di edificare nuove strutture, perché quel territorio rappresenta per Israele un’area strategica per l’espansione delle colonie e per il completamento del muro di separazione.<br />
Infatti, <strong>le comunità beduine dove opera Kenda, a partire dal mese di luglio scorso, si sono viste recapitare da parte dell’amministrazione civile israeliana ordini di demolizione per scuole, case private e ricoveri per il bestiame. </strong></p>
<p>L’obiettivo, anche attraverso questo calendario, è <strong>informare l’opinione pubblica su quanto sta avvenendo in Palestina </strong>e, nel contempo, <strong>far crescere la pressione su Israele, affinché rispetti gli obblighi internazionali e garantisca i diritti fondamentali dei palestinesi.</strong></p>
<p>Se siete interessati ad acquistare il calendario 2012 di Kenda (da muro o da tavolo) potete contattarci scrivendoci a kenda@kenda.it oppure chiamando il 3495617744. <strong>Ci aiuterete a sostenere le comunità Jahalin e i nostri progetti in Palestina!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">3495617744</div>
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		<item>
		<title>Chi demolisce una scuola, Demolisce il futuro</title>
		<link>http://www.kenda.it/wordpress/2011/11/19/chi-demolisce-una-scuola-demolisce-il-futuro/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 16:53:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[COMUNITA’ BEDUINE SOTTO L’ATTACCO DEI BULLDOZER ISRAELIANI Amnesty, Kenda, Pax Christi e Vento di Terra organizzano un incontro pubblico (27-11-2011 – La Vallisa &#8211; Bari) per dire stop alle demolizioni di case e scuole in Palestina. È un autunno caldo &#8230; <a href="http://www.kenda.it/wordpress/2011/11/19/chi-demolisce-una-scuola-demolisce-il-futuro/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-425" title="locandinaoline2" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/locandinaoline2.jpg" alt="" width="709" height="960" />COMUNITA’ BEDUINE SOTTO L’ATTACCO DEI BULLDOZER ISRAELIANI</p>
<p><strong><em>Amnesty, Kenda, Pax Christi e Vento di Terra organizzano un incontro pubblico (27-11-2011 – La Vallisa &#8211; Bari) per dire stop alle demolizioni di case e scuole in Palestina.</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>È un autunno caldo quello che si sta vivendo in Palestina. Da un lato le speranze legate al riconoscimento della Palestina come Stato sovrano, dall’altro gli effetti che l’espansione delle colonie continua ad avere sui territori occupati.</p>
<p>Ad essere a rischio sono soprattutto le comunità beduine ad est di Gerusalemme, dove operano l’ONG Vento di Terra e l’Associazione Kenda Onlus di Bari. A partire dal mese di luglio, queste comunità si sono viste recapitare dall’amministrazione civile israeliana ordini di demolizione per scuole, case private e ricoveri per il bestiame.</p>
<p>Tra le strutture che rischiano l’attacco dei bulldozer israeliani c’è la <strong>scuola di gomme</strong> di Khan al Ahmar,  realizzata nel 2009 da Vento di Terra, utilizzando 2200 pneumatici usati. La scuola rappresenta una realtà simbolo in Palestina che concretizza la storica richiesta delle comunità locali di accedere ai servizi scolastici primari,  in un contesto fortemente segnato dalla difficoltà di accesso ai diritti fondamentali come l’acqua, la salute e l’educazione.</p>
<p>Sull’argomento si è attivata anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite per i rifugiati Palestinesi (UNRWA) che ha promosso una campagna internazionale di sensibilizzazione, denominata “<a href="http://www.unrwa.org/etemplate.php?id=1085">Non demolire il mio futuro</a>”, che ha ispirato il nome <strong>dell’incontro pubblico</strong> che si svolgerà a Bari domenica <strong>27 novembre, alle ore 19, presso La Vallisa (centro storico). </strong></p>
<p>Durante l’incontro verrà raccontato quanto sta avvenendo in quei territori, partendo dalle esperienze di cooperazione in corso e dalla testimonianze dirette delle organizzazioni coinvolte. Verrà inoltre presentato il progetto che ha portato alla costruzione della Scuola di Gomme e l’<a href="http://www.amnesty.it/scuola_palestinese_a_rischio_demolizione">azione urgente</a> messa in campo da Amnesty International Italia per fermarne la demolizione e richiedere la sospensione del piano di espulsione delle comunità beduine che vivono in quell’area.</p>
<p>Sarà inoltre una occasione per prepararsi alla “Giornata ONU per i diritti del popolo palestinese” prevista per il 29 novembre, per la quale Pax Christi sta organizzando iniziative in ben cento città italiane.</p>
<p>Nel corso della serata sarà possibile testimoniare la propria solidarietà anche sottoscrivendo gli appelli per fermare le demolizioni.</p>
<p>Al termine, spazio alla musica con l’esibizione del pianista jazz Andrea Gargiulo.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sparare ad un elefante</title>
		<link>http://www.kenda.it/wordpress/2011/11/14/sparare-ad-un-elefante/</link>
		<comments>http://www.kenda.it/wordpress/2011/11/14/sparare-ad-un-elefante/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 09:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Save the date!!! 18 Novembre Cinema Multisala Vignola Polignano a Mare L&#8217;Associazione Bachi da Setola e Kenda Onlus insieme per la proiezione del documentario TO SHOOT AN ELEPHANT Per sapere di che si tratta venite a sentirci!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><br />
Save the date!!!</em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong><img class="alignleft size-large wp-image-404" title="loc3" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/loc31-723x1024.jpg" alt="" width="448" height="634" />18 Novembre</p>
<p>Cinema Multisala Vignola Polignano a Mare</p>
<p>L&#8217;Associazione Bachi da Setola e Kenda Onlus insieme per la proiezione del documentario</p>
<p>TO SHOOT AN ELEPHANT</p>
<p>Per sapere di che si tratta venite a sentirci!!!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le comunità beduine sotto l&#8217;attacco dei bulldozer israeliani</title>
		<link>http://www.kenda.it/wordpress/2011/11/06/le-comunita-beduine-sotto-lattacco-dei-bulldozer-israeliani/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 19:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[È un autunno caldo quello che si sta vivendo in Palestina. Da un lato le attese legate al possibile riconoscimento dello stato palestinese alle Nazioni Unite, dall’altro gli effetti che l’espansione delle colonie continua ad avere sui territori occupati. Ad &#8230; <a href="http://www.kenda.it/wordpress/2011/11/06/le-comunita-beduine-sotto-lattacco-dei-bulldozer-israeliani/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-393" title="bedouins_camarda" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/bedouins_col.jpg" alt="" width="640" height="425" />È un autunno caldo quello che si sta vivendo in Palestina. Da un lato le attese legate al possibile riconoscimento dello stato palestinese alle Nazioni Unite, dall’altro gli effetti che l’espansione delle colonie continua ad avere sui territori occupati.</p>
<p>Ad essere a rischio sono anche le comunità beduine ad est di Gerusalemme, dove operiamo insieme all’ONG Vento di Terra. A partire dal mese di luglio, queste comunità si sono viste recapitare dall’amministrazione civile israeliana ordini di demolizione per scuole, case private e ricoveri per il bestiame.</p>
<p><span id="more-392"></span>Tra le strutture che rischiano l’attacco dei bulldozer israeliani c’è la <a href="http://www.scuoladigomme.org/project-introduzione.html" target="_blank">Scuola di gomme</a> di Khan al Ahmar,  realizzata nel 2009 da Vento di Terra, utilizzando 2200 pneumatici usati. La scuola rappresenta una realtà simbolo in Palestina, che concretizza la storica richiesta delle comunità locali di accedere ai servizi scolastici primari, garantendo il diritto all’istruzione per i minori beduini in area C (area che costituisce più del 60% di tutta la  Cisgiordania e che è sotto il totale controllo delle autorità israeliane).</p>
<p>Oggi, circa 2000 beduini vivono fra le colline semi-desertiche ad est di Gerusalemme, in baracche fatte di lamiere e materiale di riciclo, con notevoli difficoltà di accesso al sistema sanitario, educativo e all’acqua. Ciò nonostante, continuano a subire la confisca della terra, la demolizione di case e di edifici pubblici e il divieto di edificare nuove strutture, perché quel territorio  rappresenta per Israele un’area strategica per l’espansione delle colonie e per il completamento del muro di separazione. La convivenza con i coloni israeliani si è fatta sempre più difficile: diverse comunità hanno subito attacchi incendiari, danneggiamenti e intimidazioni.</p>
<p><strong>Kenda Onlus da anni lavora a fianco di queste comunità promuovendo progetti di cooperazione internazionale. Ultimo tra questi è l’attivazione di una clinica mobile che attualmente garantisce l’accesso ai servizi sanitari primari e all’educazione sanitaria per i campi beduini interessati dagli ordini di demolizione. </strong></p>
<p>Il livello di attenzione sulle difficili condizioni di vita dei beduini palestinesi è cresciuto negli ultimi mesi. Prima l’Organizzazione delle Nazioni Unite per i rifugiati Palestinesi (UNRWA) ha promosso una campagna internazionale di sensibilizzazione dal titolo “<a href="http://www.unrwa.org/etemplate.php?id=1085" target="_blank">Non demolire il mio futuro</a>”. Ora Amnesty International Italia ha lanciato un’<a href="http://www.amnesty.it/scuola_palestinese_a_rischio_demolizione" target="_blank">azione urgente</a> per fermare la demolizione della scuola di gomme e richiedere la sospensione di tutti i piani di espulsione forzata dei beduini che vivono nella zona C della Cisgiordania.</p>
<p><strong><em>L’obiettivo è informare l’opinione pubblica su quanto sta avvenendo in Palestina e, nel contempo, far crescere la pressione su Israele, affinché rispetti gli obblighi internazionali e garantisca i diritti fondamentali dei palestinesi. </em></strong></p>
<p>Noi di Kenda onlus e Vento di Terra ONG ci stiamo attivando per promuovere iniziative di sensibilizzazione sul territorio e invitiamo tutti a sottoscrivere l’appello on line promosso da Amnesty International.</p>
<p><strong>Chi demolisce una scuola, demolisce il futuro!</strong></p>
<p>Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare i seguenti articoli:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.haaretz.com/print-edition/news/israel-to-forcibly-evict-bedouins-from-west-bank-1.384290" target="_blank">Amira Hass sul quotidiano israeliano Haaretz</a> (14/09/2011 &#8211; EN)</li>
<li><a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-15024958" target="_blank">L&#8217;articolo della BBC</a> sul quanto sta accadendo nelle comunità beduine ad est di Gerusalemme (11/11/2011 &#8211; EN)</li>
<li><a href="http://www.btselem.org/settlements/20111010_forced_eviction_of_bedouins" target="_blank">L&#8217;articolo e i video della ONG israeliana B&#8217;Tselem</a> (10/10/2011 &#8211; EN)</li>
<li><a href="http://nena-news.globalist.it/?p=13695" target="_blank">Il rapporto della Nazioni Unite che descrive il trasferimento forzato</a> (21/10/2011 &#8211; ITA)</li>
<li>La recente <a href="https://docs.google.com/viewer?a=v&amp;pid=explorer&amp;chrome=true&amp;srcid=0B1AOvsjv8IjdN2VmZmZiMDUtZDQ0YS00ZGU2LTk1ZDEtZDc4YzAyMjc5YzJk&amp;hl=en_US" target="_blank">pubblicazione dell&#8217;ONG israeliana ICHAD</a> sul trasferimento forzato delle comunità beduine (Ottobre 2011 &#8211; EN)</li>
</ul>
<p><em>Si ringrazia il fotografo <a href="http://giulianocamarda.photoshelter.com/" target="_blank">Giuliano Camarda</a> per l&#8217;immagine di questo articolo</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cosa ci fa un clown nel deserto?</title>
		<link>http://www.kenda.it/wordpress/2011/09/02/clown-nel-deserto/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 12:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.kenda.it/wordpress/?p=365</guid>
		<description><![CDATA[Quattro clown volontari, appartenenti alla federazione VIP ITALIA, hanno svolto una visita di conoscenza della realtà beduina ad est di Gerusalemme, per realizzare attività di animazione e valutare futuri progetti da sviluppare insieme. Ecco a voi il racconto che abbiamo &#8230; <a href="http://www.kenda.it/wordpress/2011/09/02/clown-nel-deserto/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro clown volontari, appartenenti alla federazione VIP ITALIA, hanno svolto una visita di conoscenza della realtà beduina ad est di Gerusalemme, per realizzare attività di animazione e valutare futuri progetti da sviluppare insieme.</p>
<p>Ecco a voi il racconto che abbiamo ricevuto dai nostri amici clown..<span style="text-decoration: underline;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>sabato 6</strong><strong> agosto 2011</strong></span></p>
<div><span style="font-size: 16px; line-height: 24px;">Abbiamo solo un paio d’ore del primo pomeriggio per realizzare uno spettacolo con i clown rimasti  (Pally, Mezze, Spring e Pimpa).. la bambola triste tornerà in azione, con la stessa colonna sonora, quanti ricordi!</span></div>
<p>Cerchiamo di organizzarci al meglio, ma, come se non fosse già abbastanza complicato, dall’inizio del ramadan abbiamo 2 orari diversi: quello israeliano (un’ora in più rispetto al nostro paese) e quello della West Bank (stesso orario dell’Italia) e alla fine non sappiamo mai che ore sono!!<br />
Alicia ci chiama per comunicarci che il villaggio beduino ci sta aspettando.. scopriamo cosi’ che loro considerano l’ora israeliana.. corriamo in cerca di un autobus..ma dalle nostre parti stanno tutti mangiando.. il nostro ritardo aumenta!!<br />
Ci mettiamo a fissare il cibo dell’autista.. mobbing ad un palestinese =)&#8230;si sente osservato.. finisce in fretta, e cosi riusciamo a partire.</p>
<p>La suora comboniana spagnola, che collabora con Kenda onlus, ci raccoglie nella periferia di Betania. Nel breve tragitto in macchina ci rende consapevoli della realtà che iniziamo a vedere dai finestrini.</p>
<p>Solito squallido schema, solita triste storia ed è anche solito lo sgomento.. la rabbia che sale dalle viscere nel vedere colonie israeliane, che come piovre si distendono, avanzando lentamente e in maniera subdola in una terra CHE NON GLI APPARTIENE.</p>
<p>L’insediamento e l’avamposto di Ma&#8217;ale Adumim circondano il campo beduino. Appena scendiamo dalla macchina è forte l’impatto visivo, tutto il campo è buio (senza corrente elettrica), mentre le colonie sono illuminate a giorno da moderni lampioni di luce arancione. Questi beduini negli ultimi anni hanno vissuto una vita di oppressione, in quanto sono stati estirpati dalle loro terre, senza diritto di replica. Sono tanti i soprusi che subiscono ingiustamente, tra i quali ricevere ordini di demolizione ed evacuazione immediati. Il campo, infatti non gode di nessun servizio, dato che è destinato ad essere cancellato, per le autorità sembrerà una cosa inutile. Vittime di una occupazione intelligente che non spreca. Ma queste persone esistono e sono adorabili.</p>
<p>Dirigendoci verso la scuola, una baracca adibita, ci attende il nostro bellissimo pubblico, in trepida attesa e incuriosito, illuminato da due lampadine messe con amore, apposta per noi. E con lo stesso amore noi doniamo il nostro spettacolo, la bambola triste. Improvvisiamo le gag, il coinvolgimento è alto, applausi e risate ci vengono offerte con molta generosità. La luna, quasi piena, ci dona la sua luce argentata.<br />
Finito lo spettacolo, nonostante sia tardi, c’è ancora voglia di stare insieme, così diamo voce alle nostre energie cantando tutti insieme, in cerchio.</p>
<p>Alla fine salutiamo i bambini con una ninna nanna. Le mamme, mogli, sorelle non ci sono, il campo è molto tradizionalista, ma prima di andare via riusciremo a salutare anche loro che si affacciano dall’uscio delle loro case.</p>
<p>Rientrando con il pulmino pubblico a Gerusalemme, ci fermiamo al check point dove, come previsto, salgono i soldati per il controllo dei passaporti. Di solito danno uno sguardo veloce ai nostri documenti.</p>
<p>Viviamo un momento di tensione quando Spring spiega al soldato di aver lasciato il documento in ostello. Tutti insieme rassicuriamo il militare dicendogli chi siamo e da dove veniamo. Il colore della nostra pelle, l’accento straniero, le facce occidentali gli fanno chiudere un occhio, e non ci crea problemi. Non riusciamo ad esultare perché questa e&#8217; una chiara conferma della diversità di trattamento tra gli occidentali e i palestinesi. Non vogliamo nemmeno immaginare cosa potrebbe subire un palestinese senza un documento. Siamo consapevoli della diversa sorte che sarebbe toccata a chi con noi condivideva quel viaggio di ritorno.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>domenica </strong></span><strong><span style="text-decoration: underline;">7 agosto 2011<br />
</span></strong></p>
<p>Oggi siamo ancora in compagnia di Alicia che ci porta in un villaggio beduino vicino Betania, chiamato Jabel (Arab al-Jahalin), sempre nella periferia est di Gerusalemme.</p>
<p>“Questi beduini sono riusciti a intraprendere una battaglia legale più efficace”, ci dice per spiegarci le differenze rispetto il villaggio visto la sera precedente. “Come gli altri villaggi beduini, le loro tende sono state demolite per lasciar spazio agli insediamenti, ma sono riusciti a stanziarsi in un terreno, vicino ad una discarica. Qui sono riusciti ad ottenere un po’ di permessi, e con l’aiuto di progetti di cooperazione europea, hanno iniziato a costruire case”. Con la jeep passiamo vicino ad una moschea, ad un centro polivalente e arriviamo alla coloratissima scuola. Il dubbio che ci viene è che la battaglia legale sia andata a buon fine non solo grazie alle abilità degli avvocati.. ma anche per la puzza e il degrado della discarica così vicina, che rende questo posto non interessante per gli israeliani.</p>
<p>Alla scuola ci aspettano i bambini con mamme e sorelle maggiori. Noi siamo un po’ timorosi, perché Alicia ci ha parlato di bambini violenti e diffidenti. Ma non ci lasciamo scoraggiare, e individuato un posto all’ombra nel cortile iniziamo subito a giocare, con la preziosa collaborazione di alcune ragazze, che integriamo nella conduzione dei giochi, facendo tradurre tutto in arabo.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-369" title="DSC_0050" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/DSC_0050-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p>Constatiamo che i bambini, circa trenta, sono molto esuberanti e pieni di energie, quindi cerchiamo di ripetere più volte le regole dei giochi. Ci riscaldiamo con i bans, il cerchio è compatto, sono tutti completamente coinvolti nelle attività proposte. Il paracadute, che lasceremo, ci dona la sua bella presenza, i suoi colori magicamente mettono allegria e Alicia sorride per bel clima creato in poco tempo.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-371" title="uu (218)_small" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/uu-218_small-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>Dopo un paio d’ore di gioco decidiamo, visto il caldo e il ramadan, di far riposare i bambini dentro la scuola. Così ci esibiamo per loro con lo spettacolo della bambola.  Le magie di Pimpa, la giocoleria di Spring, le danze di Mezze non riescono a far sorridere la bambola che viene più volte presa di mira dai bambini che torturano Pally, che eroicamente riesce a rimanere immobile.</p>
<p>Dopo lo spettacolo raccogliamo con grandissimo entusiasmo i messaggi per la bottiglia da tutti i bambini ed educatrici. La bottiglia sarà poi affidata ad un prete che la porterà a Gaza. <img class="alignleft size-medium wp-image-370" title="uu (228)_small" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/uu-228_small-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Siamo tutti stanchi e si perde un po’ di ordine in classe. Appena usciamo dalla scuola ci salutano tutti con grandi sorrisi e ci inseguono dietro la macchina.</p>
<p>Ringraziamo Alicia per averci dato questa bellissima occasione. Condividiamo con lei che i bambini sono molto ricettivi e intelligenti. Ci stupisce la facilità con la quale hanno saputo giocare tutti insieme nonostante le differenze di età. Questi bambini amano e sorridono alla vita, nonostante tutto, e averli conosciuti ci rende persone privilegiate.</p>
<p>Mentre cerchiamo un autobus, Alicia ci racconta delle difficoltà che il muro ha creato anche alla loro comunità cristiana. Il muro di separazione ha infatti tagliato in due la loro comunità. Così per non passare tutti i giorni attraverso i chek point si sono dovute dividere.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>dona il tuo 5 x 1000 a kenda</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 20:42:41 +0000</pubDate>
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<p><strong>Scegli</strong> di donare il tuo 5&#215;1000 della tua dichiarazione dei redditi ai progetti di cooperazione internazionale promossi da Kenda Onlus.</p>
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		<title>La clinica mobile al lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 10:20:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per ringraziare tutti coloro che hanno creduto in noi e hanno donato il loro 5X1000 a kenda, per ringraziare chi ci segue a distanza con attenzione e costanza, per ringraziare i nostri collaboratori&#8230; ecco le prime foto della clinica mobile &#8230; <a href="http://www.kenda.it/wordpress/2011/03/22/306/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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<a href='http://www.kenda.it/wordpress/2011/03/22/306/formazione/' title='formazione'><img width="150" height="150" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/formazione-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="formazione" title="formazione" /></a>
<a href='http://www.kenda.it/wordpress/2011/03/22/306/img_2554/' title='in fila dal dottore'><img width="150" height="150" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/IMG_2554-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="in fila dal dottore" title="in fila dal dottore" /></a>
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<a href='http://www.kenda.it/wordpress/2011/03/22/306/img_2569/' title='controllo della pressione'><img width="150" height="150" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/IMG_2569-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="controllo della pressione" title="controllo della pressione" /></a>
<a href='http://www.kenda.it/wordpress/2011/03/22/306/img_2571/' title='visita medica'><img width="150" height="150" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/IMG_2571-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="visita medica" title="visita medica" /></a>
<a href='http://www.kenda.it/wordpress/2011/03/22/306/img_2577/' title='una suora comboniana infermiera'><img width="150" height="150" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/IMG_2577-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="una suora comboniana infermiera" title="una suora comboniana infermiera" /></a>
<a href='http://www.kenda.it/wordpress/2011/03/22/306/img_2582/' title='Il medico al lavoro nell&#039;ambulanza'><img width="150" height="150" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/IMG_2582-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il medico al lavoro nell&#039;ambulanza" title="Il medico al lavoro nell&#039;ambulanza" /></a>
<a href='http://www.kenda.it/wordpress/2011/03/22/306/img_2586/' title='un&#039;abitante del campo con suor Alicia dopo la visita medica'><img width="150" height="150" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/IMG_2586-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="un&#039;abitante del campo con suor Alicia dopo la visita medica" title="un&#039;abitante del campo con suor Alicia dopo la visita medica" /></a>
<a href='http://www.kenda.it/wordpress/2011/03/22/306/img_2591/' title='l&#039;ora della pappa'><img width="150" height="150" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/IMG_2591-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="l&#039;ora della pappa" title="l&#039;ora della pappa" /></a>
<a href='http://www.kenda.it/wordpress/2011/03/22/306/img_2600/' title='Suor Alicia'><img width="150" height="150" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/IMG_2600-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Suor Alicia" title="Suor Alicia" /></a>
<a href='http://www.kenda.it/wordpress/2011/03/22/306/img_2614/' title='la clinica mobile'><img width="150" height="150" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/IMG_2614-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="la clinica mobile" title="la clinica mobile" /></a>
<a href='http://www.kenda.it/wordpress/2011/03/22/306/img_2551/' title='sala d&#039;attesa'><img width="150" height="150" src="http://www.kenda.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/IMG_2551-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="sala d&#039;attesa" title="sala d&#039;attesa" /></a>

<p>Per ringraziare tutti coloro che hanno creduto in noi e hanno donato il loro 5X1000 a kenda,</p>
<p>per ringraziare chi ci segue a distanza con attenzione e costanza,</p>
<p>per ringraziare i nostri collaboratori&#8230; ecco le prime foto della clinica mobile al lavoro in uno dei campi <a href="http://www.ventoditerra.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=108:approfondimenti-beduini-jahalin&amp;catid=86:palestina-progetti-e-approfondimenti&amp;Itemid=160" target=blank > Jahalin</a>. </p>
<p>L&#8217;ambulanza è in funzione dall&#8217;inizio di marzo e visita tre campi a settimana.</p>
<p>Questi scatti ci arrivano dalla nostra cooperante Suor Alicia Vacas. Dalle immagini è possibile scorgere quanto i medici e le infermiere siano integrati nella comunità, nella cultura araba e con quanta attenzione le donne seguono i corsi di educazione sanitaria.</p>
<p>P.S. Cliccate sulle foto per ingrandirle!</p>
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