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Bari chiama Con.GO!

Il Centro Interculturale Abusuan e l’Associazione Figli della Luce in collaborazione con Kenda Onlus, e la fraternità Comboniana il 3 e 4 Marzo prossimi vi invitano a partecipare ad una due giorni di musica, cooperazione e solidarietà presso l’Auditorium La Vallisa di Bari.
L’obiettivo è di inviare un container pieno di materiale utile all’allestimento di una casa di accoglienza per 80 bambine e bambini nel quartiere povero di Kingabwa, a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo.
Durante le serate diversi artisti si alterneranno sul palco dell’Auditorium La Vallisa facendo da cornice agli interventi e alle testimonianze di coloro che stanno partecipando alla realizzazione di questo importante progetto a difesa dell’infanzia.

kinshasa

A Kinshasa, città abitata da circa 10 milioni di abitanti e attraversata da esodi rurali e migratori imponenti da tutta l’Africa, l’Unicef stima circa 14.000 “shegué”: bambini e bambine di strada che sopravvivono di lavoretti nei mercati, elemosina e piccoli furti, ma spesso anche di prostituzione, attività illegali e altri espedienti. Orfani di guerra o ex bambini soldato a cui si aggiunge un altro piccolo esercito di 15.000 bambini “sorciers” ossia cacciati dalle famiglie perché accusati di stregoneria, sotto l’influsso di predicatori ed esorcisti che proliferano nelle baraccopoli.

L’Associazione Figli della Luce – Onlus, in collaborazione con la missione delle Suore Stimatine in Congo, è impegnata a raccogliere i fondi per la realizzazione di opere e all’attivazione di progetti di solidarietà nel campo dell’accoglienza, dell’istruzione e della formazione professionale.

Tra questi c’è la costruzione di una casa di accoglienza per 80 bambine e bambini, una struttura su due piani il cui costo per lavori e arredi è stimato in circa 360.000$

I lavori della struttura sono stati già avviati grazie alle donazioni raccolte ma occorre tessere una rete molto più ampia di donatori per trovare i fondi residuali per completare e allestire il centro.

I volontari dell’Associazione sono riusciti ad ottenere un container e a riempirlo di materiale utile all’allestimento del centro. Ora si tratta solo di fare un ultimo piccolo sforzo per mandare questo container a Kinshasa.
Il Centro Interculturale Abusuan e Kenda Onlus hanno raccolto la sfida e organizzato per il 3 e 4 Marzo, presso l’Auditorium La Vallisa di Bari, una due giorni di musica e solidarietà per raccogliere fondi necessari alla copertura delle spese di trasporto del container.

CON.GO! Mandiamo un container pieno di solidarietà pugliese in Congo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Presidente della Regione Puglia: Ricostruiremo l’ambulatorio distrutto

In una nota indirizzata all’Ambasciatrice di Palestina Mai al Kaila, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha comunicato la sua intenzione di ricostruire “l’ambulatorio pediatrico che la mia Regione, con un intervento di cooperazione, aveva finanziato”.

La distruzione dell’ambulatorio, avvenuta tra il 18 e il 21 luglio insieme a quella del centro infantile “La Terra dei Bambini” dell’ONG Vento di Terra, è stato solo l’ultimo di una serie di atti illeciti realizzati dall’esercito israeliano, in contrasto con le più basilari norme del diritto internazionale.

In questi giorni di angoscia, in cui sembra non rimanga altro che contare il numero dei feriti e dei morti, questa diventa una notizia che dà speranza.

Noi invitiamo tutti coloro che vogliono RESTARE UMANI a fare tutto il possibile per fermare QUESTO MASSACRO. Ogni attività, ogni azione volta a porre fine alle violenze, a contrastare la grave crisi umanitaria in corso e a richiedere la fine dell’embargo ai danni della popolazione civile della Striscia di Gaza è importante!

Noi, non appena le condizioni ce lo permetteranno, inizieremo a lavorare con i nostri partner, affichè l’impegno preso diventi presto realtà.

Nel frattempo cerchiammo di aiutare la popolazione della Striscia di Gaza donando qui.

Kenda Onlus

Nota Pres. Vendola all’Ambasciatrice di Palestina

 

Bombe su Gaza, il nostro ambulatorio non esiste più

Distruzione scuola confrontoNella notte del 17 luglio la fanteria ed i blindati israeliani hanno occupato il villaggio beduino di Um al Nasser, a nord della Striscia di Gaza, costringendo l’intera comunità a lasciare le proprie case.

La popolazione, tra i lanci dei missili, si è diretta in fretta verso il vicino campo profughi di Jabalia, come riparo d’emergenza. Nei giorni successivi molti di loro si sono diretti verso le scuole dell’UNRWA, sperando trovare supporto e un rifugio sicuro.

 Alla preoccupazione di quei giorni si è aggiunta, domenica 20 luglio, la terribile notizia: il centro per l’infanzia “La Terra dei Bambini” è stato distrutto. Notizia confermata con il comunicato dell’ONG milanese Vento di Terra, nostro partner di progetto.

All’interno del centro per l’infanzia si trovava un ambulatorio pediatrico, realizzato da Kenda Onlus in partenariato con l’ONG Vento di Terra, il Palestinan Medical Relief Society, la Municipalità di Um al Nasser e grazie al sostegno dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia.

L’ambulatorio pediatrico, attivo dal novembre 2013, ha realizzato attività di screening, fornito le cure mediche di base e avviato corsi di igiene sanitaria per i 130 bambini e per tutte le famiglie che quotidianamente utilizzavano la struttura.

Per il suo funzionamento sono state assunte due infermiere, le quali hanno avuto anche l’opportunità di incontrare la Presidente della Camera Laura Boldrini, in visita al centro nello scorso dicembre.

All’interno di quella stanza insegnavamo ai bambini a tagliare le unghie, a lavare correttamente le mani prima di mangiare, a non raccogliere cibo dalla strada, a medicare e ripulire una ferita. Gesti apparentemente semplici che si rivelavano però fondamentali per prevenire infezioni più gravi. Quella stanza dalle pareti bianche, quel lettino, quelle tende, quel piccolo sogno è ora raso al suolo. Ad oggi anche i report inviati dalle nostre infermiere, contenenti i dati dei pazienti e le attività svolte, parlano del progetto come di qualcosa che appartiene ormai al passato.

Tutti noi di Kenda in questi mesi abbiamo lavorato sodo per raccogliere i fondi e far funzionare al meglio le attività: abbiamo stampato un calendario a fumetti, organizzato cene sociali, lotterie, mostre fotografiche, etc.; siamo stati presenti con banchetti per la raccolta fondi in tutto il territorio regionale. Tantissime persone hanno conosciuto il progetto e  subito si sono attivate per sostenerlo.

A tutti coloro che hanno creduto e sostenuto il progetto noi vogliamo dire che continueremo la nostra missione con lo stesso impegno: costruire insieme ponti di pace attraverso progetti di cooperazione e solidarietà internazionale.

Se distruggeranno questi ponti, noi, grazie al vostro aiuto, ne costruiremo di nuovi.

Kenda Onlus

Assunte tre ragazze beduine grazie al progetto First Aid

Con il progetto First Aid, realizzato grazie al sostegno della Regione Puglia e del Comune di Giovinazzo, Kenda Onlus ha organizzato, in collaborazione con il Ministero della Sanità palestinese, un corso di formazione per agenti di salute (Community Health Workers) destinato a 18 ragazze provenienti dai campi beduini ad est di Gerusalemme.

Dopo un periodo di stage presso le strutture sanitarie del Distretto di Gerusalemme, l’esame finale e la consegna dei diplomi, il Ministero della Sanità, a seguito di una selezione, ha ufficializzato in questi giorni l’assunzione a tempo indeterminato di tre ragazze formate con il progetto.
Lavoreranno come agenti di salute presso le strutture del Distretto Sanitario di Gerusalemme svolgendo un’importante attività di prevenzione, screening, educazione sanitaria e primo soccorso all’interno dei loro campi beduini. Inoltre, le ragazze affiancheranno il lavoro della clinica mobile, consentendo di ridurre ulteriormente la “distanza” fra le comunità beduine e il sistema sanitario pubblico locale.
06032014075Noi di Kenda Onlus siamo molto contenti di poter condividere questa notizia, poiché, con un piccolo sforzo, siamo riusciti a garantire un’opportunità di lavoro per le ragazze beduine che vivono una condizione particolare di integrazione sociale e di inserimento lavorativo.
Anche questa iniziativa, come BMCC e la Clinica Mobile, ha la caratteristica di essere assolutamente sostenibile in quanto, dopo i primi mesi di retribuzione coperti dal progetto, le ragazze saranno completamente integrate nel sistema sanitario locale.

Un forte ringraziamento va a tutti coloro che hanno sostenuto il progetto e hanno garantito il raggiungimento di questo risultato anche soltanto con la partecipazione alle nostre iniziative sul territorio.

Laura Boldrini visita il progetto di Kenda a Gaza

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Nei giorni scorsi la Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, durante la sua missione in Israele e Palestina, ha visitato la Striscia di Gaza, fra cui la Municipalità beduina di Um Al Nasser.

Durante la visita si è recata presso la scuola infantile “Children’s Land” realizzata grazie ad un progetto dell’ONG Vento di Terra di Milano. All’interno dell’asilo la Presidente Boldrini ha visitato anche il centro pediatrico che Kenda Onlus ha attivato grazie al sostegno della Regione Puglia. Durante la visita si è soffermata a parlare dei problemi riscontrati nei bambini del luogo con il personale assunto da Kenda.

foto boldriniQuesta occasione dimostra quanto i piccoli progetti possano diventare motivo di vanto ed orgoglio per la nostra comunità e come sia necessario, come afferma la stessa Presidente della Camera, “continuare nella strada di sensibilizzazione e informazione anche sul nostro territorio, al fine di portare sempre più a conoscenza la situazione drammatica della Striscia di Gaza”.

Per queste ragioni Kenda Onlus organizzerà domenica 26 gennaio a Maglie (Le) presso l’ex Conceria Lamarque, il 30 gennaio a Bari presso l’Artes Cafè e l’8 febbraio a Molfetta (Ba) presso l’Associazione Culturale Tesla iniziative finalizzate a raccontare quanto sta accadendo attualmente a Gaza e in Cisgiordania.
Questi momenti serviranno anche a promuovere il viaggio solidale che Kenda sta organizzando per la prossima estate e il calendario 2014 dell’Associazione, interamente dedicato alla Striscia di Gaza.

“Solidarietà e Cooperazione”, corso di formazione per operatori di volontariato internazionale

Progetto Mondialità, Kenda onlus e CISS presentano il corso di formazione gratuito “Solidarietà e cooperazione”.

Il percorso formativo, della durata di 32 ore, è rivolto sia a nuovi operatori di volontariato internazionale e territoriale che desiderano approfondire le tematiche della solidarietà internazionale, sia a operatori già impegnati nel settore della cooperazione internazionale sui territori di appartenenza.

L’iniziativa mira a diffondere tra i partecipanti una maggiore consapevolezza del ruolo del volontariato e dell’aiuto allo sviluppo, a livello internazionale e territoriale, nonché a fornire gli strumenti per operare nell’ambito della cooperazione allo sviluppo.

Le lezioni si terranno presso il CSV San Nicola, Via Vitantonio di Cagno n. 30 a Bari, il pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 19.30, per 8 incontri durante il mese di ottobre 2013.I partecipanti al corso saranno 25 e al termine della frequenza, di almeno il 70% delle ore di corso, sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Il progetto è promosso dal CSV San Nicola ed è patrocinato dal Comune di Bari.

Scarica qui:
– la scheda descrittiva dell’iniziativa con il calendario degli incontri,
– la locandina
– il modulo di iscrizione

Per informazioni e iscrizioni:
Progetto Mondialità tel. 080 5212811 e-mail: promond@tin.it
Danila Chiapperini – 347 1799226
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Cosa ci fa un clown nel deserto?

Quattro clown volontari, appartenenti alla federazione VIP ITALIA, hanno svolto una visita di conoscenza della realtà beduina ad est di Gerusalemme, per realizzare attività di animazione e valutare futuri progetti da sviluppare insieme.

Ecco a voi il racconto che abbiamo ricevuto dai nostri amici clown..

sabato 6 agosto 2011

Abbiamo solo un paio d’ore del primo pomeriggio per realizzare uno spettacolo con i clown rimasti  (Pally, Mezze, Spring e Pimpa).. la bambola triste tornerà in azione, con la stessa colonna sonora, quanti ricordi!

Cerchiamo di organizzarci al meglio, ma, come se non fosse già abbastanza complicato, dall’inizio del ramadan abbiamo 2 orari diversi: quello israeliano (un’ora in più rispetto al nostro paese) e quello della West Bank (stesso orario dell’Italia) e alla fine non sappiamo mai che ore sono!!
Alicia ci chiama per comunicarci che il villaggio beduino ci sta aspettando.. scopriamo cosi’ che loro considerano l’ora israeliana.. corriamo in cerca di un autobus..ma dalle nostre parti stanno tutti mangiando.. il nostro ritardo aumenta!!
Ci mettiamo a fissare il cibo dell’autista.. mobbing ad un palestinese =)…si sente osservato.. finisce in fretta, e cosi riusciamo a partire.

La suora comboniana spagnola, che collabora con Kenda onlus, ci raccoglie nella periferia di Betania. Nel breve tragitto in macchina ci rende consapevoli della realtà che iniziamo a vedere dai finestrini.

Solito squallido schema, solita triste storia ed è anche solito lo sgomento.. la rabbia che sale dalle viscere nel vedere colonie israeliane, che come piovre si distendono, avanzando lentamente e in maniera subdola in una terra CHE NON GLI APPARTIENE.

L’insediamento e l’avamposto di Ma’ale Adumim circondano il campo beduino. Appena scendiamo dalla macchina è forte l’impatto visivo, tutto il campo è buio (senza corrente elettrica), mentre le colonie sono illuminate a giorno da moderni lampioni di luce arancione. Questi beduini negli ultimi anni hanno vissuto una vita di oppressione, in quanto sono stati estirpati dalle loro terre, senza diritto di replica. Sono tanti i soprusi che subiscono ingiustamente, tra i quali ricevere ordini di demolizione ed evacuazione immediati. Il campo, infatti non gode di nessun servizio, dato che è destinato ad essere cancellato, per le autorità sembrerà una cosa inutile. Vittime di una occupazione intelligente che non spreca. Ma queste persone esistono e sono adorabili.

Dirigendoci verso la scuola, una baracca adibita, ci attende il nostro bellissimo pubblico, in trepida attesa e incuriosito, illuminato da due lampadine messe con amore, apposta per noi. E con lo stesso amore noi doniamo il nostro spettacolo, la bambola triste. Improvvisiamo le gag, il coinvolgimento è alto, applausi e risate ci vengono offerte con molta generosità. La luna, quasi piena, ci dona la sua luce argentata.
Finito lo spettacolo, nonostante sia tardi, c’è ancora voglia di stare insieme, così diamo voce alle nostre energie cantando tutti insieme, in cerchio.

Alla fine salutiamo i bambini con una ninna nanna. Le mamme, mogli, sorelle non ci sono, il campo è molto tradizionalista, ma prima di andare via riusciremo a salutare anche loro che si affacciano dall’uscio delle loro case.

Rientrando con il pulmino pubblico a Gerusalemme, ci fermiamo al check point dove, come previsto, salgono i soldati per il controllo dei passaporti. Di solito danno uno sguardo veloce ai nostri documenti.

Viviamo un momento di tensione quando Spring spiega al soldato di aver lasciato il documento in ostello. Tutti insieme rassicuriamo il militare dicendogli chi siamo e da dove veniamo. Il colore della nostra pelle, l’accento straniero, le facce occidentali gli fanno chiudere un occhio, e non ci crea problemi. Non riusciamo ad esultare perché questa e’ una chiara conferma della diversità di trattamento tra gli occidentali e i palestinesi. Non vogliamo nemmeno immaginare cosa potrebbe subire un palestinese senza un documento. Siamo consapevoli della diversa sorte che sarebbe toccata a chi con noi condivideva quel viaggio di ritorno.

domenica 7 agosto 2011

Oggi siamo ancora in compagnia di Alicia che ci porta in un villaggio beduino vicino Betania, chiamato Jabel (Arab al-Jahalin), sempre nella periferia est di Gerusalemme.

“Questi beduini sono riusciti a intraprendere una battaglia legale più efficace”, ci dice per spiegarci le differenze rispetto il villaggio visto la sera precedente. “Come gli altri villaggi beduini, le loro tende sono state demolite per lasciar spazio agli insediamenti, ma sono riusciti a stanziarsi in un terreno, vicino ad una discarica. Qui sono riusciti ad ottenere un po’ di permessi, e con l’aiuto di progetti di cooperazione europea, hanno iniziato a costruire case”. Con la jeep passiamo vicino ad una moschea, ad un centro polivalente e arriviamo alla coloratissima scuola. Il dubbio che ci viene è che la battaglia legale sia andata a buon fine non solo grazie alle abilità degli avvocati.. ma anche per la puzza e il degrado della discarica così vicina, che rende questo posto non interessante per gli israeliani.

Alla scuola ci aspettano i bambini con mamme e sorelle maggiori. Noi siamo un po’ timorosi, perché Alicia ci ha parlato di bambini violenti e diffidenti. Ma non ci lasciamo scoraggiare, e individuato un posto all’ombra nel cortile iniziamo subito a giocare, con la preziosa collaborazione di alcune ragazze, che integriamo nella conduzione dei giochi, facendo tradurre tutto in arabo.

Constatiamo che i bambini, circa trenta, sono molto esuberanti e pieni di energie, quindi cerchiamo di ripetere più volte le regole dei giochi. Ci riscaldiamo con i bans, il cerchio è compatto, sono tutti completamente coinvolti nelle attività proposte. Il paracadute, che lasceremo, ci dona la sua bella presenza, i suoi colori magicamente mettono allegria e Alicia sorride per bel clima creato in poco tempo.

Dopo un paio d’ore di gioco decidiamo, visto il caldo e il ramadan, di far riposare i bambini dentro la scuola. Così ci esibiamo per loro con lo spettacolo della bambola.  Le magie di Pimpa, la giocoleria di Spring, le danze di Mezze non riescono a far sorridere la bambola che viene più volte presa di mira dai bambini che torturano Pally, che eroicamente riesce a rimanere immobile.

Dopo lo spettacolo raccogliamo con grandissimo entusiasmo i messaggi per la bottiglia da tutti i bambini ed educatrici. La bottiglia sarà poi affidata ad un prete che la porterà a Gaza. Siamo tutti stanchi e si perde un po’ di ordine in classe. Appena usciamo dalla scuola ci salutano tutti con grandi sorrisi e ci inseguono dietro la macchina.

Ringraziamo Alicia per averci dato questa bellissima occasione. Condividiamo con lei che i bambini sono molto ricettivi e intelligenti. Ci stupisce la facilità con la quale hanno saputo giocare tutti insieme nonostante le differenze di età. Questi bambini amano e sorridono alla vita, nonostante tutto, e averli conosciuti ci rende persone privilegiate.

Mentre cerchiamo un autobus, Alicia ci racconta delle difficoltà che il muro ha creato anche alla loro comunità cristiana. Il muro di separazione ha infatti tagliato in due la loro comunità. Così per non passare tutti i giorni attraverso i chek point si sono dovute dividere.

 

Clinica Mobile

Ciao a tutt*
queste sono le prime immagini della Clinica Mobile donata da Kenda al Minsitero della Sanità dell’Autorità Nazionale Palestinese.
La clinica avrà il compito di offrire assistenza sanitaria nei campi beduini presenti tra Gerusalemme Est e Jerico. Inoltre avrà il compito di monitorare e fornire dati clinici sullo status di salute delle diverse comunità.