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Musica e Solidarietà all’Ass. Culturale TESLA di Molfetta

Kenda TeslaIl prossimo venerdì 7 febbraio Kenda Onlus presenta prsso l’Ass. Culturale Tesla di Molfetta (Ba) alcuni dei progetti di cooperazione internazionale realizzati in Palestina, con un approfondimento sull’ultima iniziativa in corso Un ambulatorio pediatrico presso la Municipalità di Um Al Nasser – Gaza. Per quest’occasione verrà realizzata una mostra con i disegni del nostro calendario 2014, realizzati da Ale, che rimarranno in esposizione per tutto il mese. Durante la serata potrete ascoltare le interessanti selezioni musicali proposte dal DJ set di Rudefella from SmallAxe South e Jart all’insegna del buon reggae!

Potrete acquistare il calendario 2014 di Kenda Onlus (così vi organizzate per partire quest’estate con il viaggio solidale 2014), fare dei regali con il nostro artigianato etnico, assaggiare i piatti preparati dai nostri volontari e bere qualcosa in compagnia, che volete di più? :-)

Ingresso con tessera base annuale –> 3 € + contributo libero (per finanziare il progetto)

Segui l’evento su facebook!

Guarda qui le foto della serata!

Narrazioni Libere. Dalla Siria all’Italia il futuro è commons

Nell’ambito di Testimonianze, progetto realizzato con il contributo dell’iniziativa Laboratori dal Basso, azione della Regione Puglia cofinanziata dall’Unione Europea, le associazioni Mena, Kenda e Ciss – in collaborazione con la casa editrice Il Sirente, Sum Project e Officina degli Esordi – il 29 novembre a partire dalle 16, organizzano a Bari, presso l’Officina degli Esordi di via Crispi 5, un’intera giornata dedicata alla libertà d’espressione nell’area mediterranea.

L’appuntamento è alle 16 con un workshop pensato per approfondire il rapporto tra Creative Commons e produzione artistica, dentro e fuori i confini nazionali, con particolare attenzione alle nuove collaborazioni tra artisti e attivisti per la libertà d’espressione. Della legge sul diritto d’autore e della collocazione delle ‘licenze libere’ nell’ambito della giurisdizione italiana parlerà Andrea Verardi, fondatore e ideatore di SUMproject.org, mentre sulla situazione nella Riva Sud del Mediterraneo interverrà Reda Zine, creatore della prima piattaforma opensource in Marocco in cc. Tra i progetti che verranno presentati nel corso dell’incontro, l’esperienza delle produzione P2P che ha riguardato Marocco, Tunisia ed Egitto, ma anche esempi di produzione musicale, video e fumettistica con licenze cc . Il rapporto tra arte e attivismo verrà affrontato guardando alla Siria, a cui è dedicata la storia di @freebassel, opensource developper finito in carcere per ordine del governo di Damasco. Infine, alla presenza dell’autore, il poeta siriano Golan Haji, la casa editrice italiana Il Sirente racconterà l’esperienza della pubblicazione in cc di “L’autunno, qui, è magico e immenso”.

A seguire, alle 19, il poeta Golan Haji, autore de “L’autunno, qui, è magico e immenso”, interpreterà alcuni brani del suo libro insieme all’attrice e docente siriana Fatima Sai, con tappeto sonoro di Beirut World Beat.

La serata si concluderà con l’inaugurazione della mostra “Rifugiati nel racconto: storie di profughi siriani in Giordania e Libano”, un’esposizione di 70 immagini realizzate e curate da Focus on Syria. Una collezione di racconti, immagini e voci sull’emergenza in corso nel paese mediorientale, partendo dalle storie individuali di coloro che sono stati costretti a fuggire. Un percorso multimediale realizzato in due mesi di lavoro sul campo (tra dicembre 2012 e gennaio 2013), durante i quali l’équipe del progetto ha incontrato centinaia di rifugiati e decine di operatori umanitari di ONG locali e internazionali. Questa mostra fa parte inoltre di un progetto più grande, il cui obiettivo è di documentare e di informare sugli aspetti umanitari della crisi siriana attraverso un sito Internet (www.focusonsyria.org/it) che ospita regolarmente storie, notizie, approfondimenti e altri materiali sulla Siria.
La mostra resterà aperta tutti i giorni fino al’8 dicembre, dalle ore 17,30 alle ore 19,30.

Per le iscrizioni al workshop, inviare un’email a info@associazionemena.com o chiamare il 388.4951144.
Per ulteriori informazioni vedi anche https://www.facebook.com/events/1432341503655770/?fref=ts

Chi demolisce una scuola, Demolisce il futuro

COMUNITA’ BEDUINE SOTTO L’ATTACCO DEI BULLDOZER ISRAELIANI

Amnesty, Kenda, Pax Christi e Vento di Terra organizzano un incontro pubblico (27-11-2011 – La Vallisa – Bari) per dire stop alle demolizioni di case e scuole in Palestina.

È un autunno caldo quello che si sta vivendo in Palestina. Da un lato le speranze legate al riconoscimento della Palestina come Stato sovrano, dall’altro gli effetti che l’espansione delle colonie continua ad avere sui territori occupati.

Ad essere a rischio sono soprattutto le comunità beduine ad est di Gerusalemme, dove operano l’ONG Vento di Terra e l’Associazione Kenda Onlus di Bari. A partire dal mese di luglio, queste comunità si sono viste recapitare dall’amministrazione civile israeliana ordini di demolizione per scuole, case private e ricoveri per il bestiame.

Tra le strutture che rischiano l’attacco dei bulldozer israeliani c’è la scuola di gomme di Khan al Ahmar,  realizzata nel 2009 da Vento di Terra, utilizzando 2200 pneumatici usati. La scuola rappresenta una realtà simbolo in Palestina che concretizza la storica richiesta delle comunità locali di accedere ai servizi scolastici primari,  in un contesto fortemente segnato dalla difficoltà di accesso ai diritti fondamentali come l’acqua, la salute e l’educazione.

Sull’argomento si è attivata anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite per i rifugiati Palestinesi (UNRWA) che ha promosso una campagna internazionale di sensibilizzazione, denominata “Non demolire il mio futuro”, che ha ispirato il nome dell’incontro pubblico che si svolgerà a Bari domenica 27 novembre, alle ore 19, presso La Vallisa (centro storico).

Durante l’incontro verrà raccontato quanto sta avvenendo in quei territori, partendo dalle esperienze di cooperazione in corso e dalla testimonianze dirette delle organizzazioni coinvolte. Verrà inoltre presentato il progetto che ha portato alla costruzione della Scuola di Gomme e l’azione urgente messa in campo da Amnesty International Italia per fermarne la demolizione e richiedere la sospensione del piano di espulsione delle comunità beduine che vivono in quell’area.

Sarà inoltre una occasione per prepararsi alla “Giornata ONU per i diritti del popolo palestinese” prevista per il 29 novembre, per la quale Pax Christi sta organizzando iniziative in ben cento città italiane.

Nel corso della serata sarà possibile testimoniare la propria solidarietà anche sottoscrivendo gli appelli per fermare le demolizioni.

Al termine, spazio alla musica con l’esibizione del pianista jazz Andrea Gargiulo.

 

Cosa ci fa un clown nel deserto?

Quattro clown volontari, appartenenti alla federazione VIP ITALIA, hanno svolto una visita di conoscenza della realtà beduina ad est di Gerusalemme, per realizzare attività di animazione e valutare futuri progetti da sviluppare insieme.

Ecco a voi il racconto che abbiamo ricevuto dai nostri amici clown..

sabato 6 agosto 2011

Abbiamo solo un paio d’ore del primo pomeriggio per realizzare uno spettacolo con i clown rimasti  (Pally, Mezze, Spring e Pimpa).. la bambola triste tornerà in azione, con la stessa colonna sonora, quanti ricordi!

Cerchiamo di organizzarci al meglio, ma, come se non fosse già abbastanza complicato, dall’inizio del ramadan abbiamo 2 orari diversi: quello israeliano (un’ora in più rispetto al nostro paese) e quello della West Bank (stesso orario dell’Italia) e alla fine non sappiamo mai che ore sono!!
Alicia ci chiama per comunicarci che il villaggio beduino ci sta aspettando.. scopriamo cosi’ che loro considerano l’ora israeliana.. corriamo in cerca di un autobus..ma dalle nostre parti stanno tutti mangiando.. il nostro ritardo aumenta!!
Ci mettiamo a fissare il cibo dell’autista.. mobbing ad un palestinese =)…si sente osservato.. finisce in fretta, e cosi riusciamo a partire.

La suora comboniana spagnola, che collabora con Kenda onlus, ci raccoglie nella periferia di Betania. Nel breve tragitto in macchina ci rende consapevoli della realtà che iniziamo a vedere dai finestrini.

Solito squallido schema, solita triste storia ed è anche solito lo sgomento.. la rabbia che sale dalle viscere nel vedere colonie israeliane, che come piovre si distendono, avanzando lentamente e in maniera subdola in una terra CHE NON GLI APPARTIENE.

L’insediamento e l’avamposto di Ma’ale Adumim circondano il campo beduino. Appena scendiamo dalla macchina è forte l’impatto visivo, tutto il campo è buio (senza corrente elettrica), mentre le colonie sono illuminate a giorno da moderni lampioni di luce arancione. Questi beduini negli ultimi anni hanno vissuto una vita di oppressione, in quanto sono stati estirpati dalle loro terre, senza diritto di replica. Sono tanti i soprusi che subiscono ingiustamente, tra i quali ricevere ordini di demolizione ed evacuazione immediati. Il campo, infatti non gode di nessun servizio, dato che è destinato ad essere cancellato, per le autorità sembrerà una cosa inutile. Vittime di una occupazione intelligente che non spreca. Ma queste persone esistono e sono adorabili.

Dirigendoci verso la scuola, una baracca adibita, ci attende il nostro bellissimo pubblico, in trepida attesa e incuriosito, illuminato da due lampadine messe con amore, apposta per noi. E con lo stesso amore noi doniamo il nostro spettacolo, la bambola triste. Improvvisiamo le gag, il coinvolgimento è alto, applausi e risate ci vengono offerte con molta generosità. La luna, quasi piena, ci dona la sua luce argentata.
Finito lo spettacolo, nonostante sia tardi, c’è ancora voglia di stare insieme, così diamo voce alle nostre energie cantando tutti insieme, in cerchio.

Alla fine salutiamo i bambini con una ninna nanna. Le mamme, mogli, sorelle non ci sono, il campo è molto tradizionalista, ma prima di andare via riusciremo a salutare anche loro che si affacciano dall’uscio delle loro case.

Rientrando con il pulmino pubblico a Gerusalemme, ci fermiamo al check point dove, come previsto, salgono i soldati per il controllo dei passaporti. Di solito danno uno sguardo veloce ai nostri documenti.

Viviamo un momento di tensione quando Spring spiega al soldato di aver lasciato il documento in ostello. Tutti insieme rassicuriamo il militare dicendogli chi siamo e da dove veniamo. Il colore della nostra pelle, l’accento straniero, le facce occidentali gli fanno chiudere un occhio, e non ci crea problemi. Non riusciamo ad esultare perché questa e’ una chiara conferma della diversità di trattamento tra gli occidentali e i palestinesi. Non vogliamo nemmeno immaginare cosa potrebbe subire un palestinese senza un documento. Siamo consapevoli della diversa sorte che sarebbe toccata a chi con noi condivideva quel viaggio di ritorno.

domenica 7 agosto 2011

Oggi siamo ancora in compagnia di Alicia che ci porta in un villaggio beduino vicino Betania, chiamato Jabel (Arab al-Jahalin), sempre nella periferia est di Gerusalemme.

“Questi beduini sono riusciti a intraprendere una battaglia legale più efficace”, ci dice per spiegarci le differenze rispetto il villaggio visto la sera precedente. “Come gli altri villaggi beduini, le loro tende sono state demolite per lasciar spazio agli insediamenti, ma sono riusciti a stanziarsi in un terreno, vicino ad una discarica. Qui sono riusciti ad ottenere un po’ di permessi, e con l’aiuto di progetti di cooperazione europea, hanno iniziato a costruire case”. Con la jeep passiamo vicino ad una moschea, ad un centro polivalente e arriviamo alla coloratissima scuola. Il dubbio che ci viene è che la battaglia legale sia andata a buon fine non solo grazie alle abilità degli avvocati.. ma anche per la puzza e il degrado della discarica così vicina, che rende questo posto non interessante per gli israeliani.

Alla scuola ci aspettano i bambini con mamme e sorelle maggiori. Noi siamo un po’ timorosi, perché Alicia ci ha parlato di bambini violenti e diffidenti. Ma non ci lasciamo scoraggiare, e individuato un posto all’ombra nel cortile iniziamo subito a giocare, con la preziosa collaborazione di alcune ragazze, che integriamo nella conduzione dei giochi, facendo tradurre tutto in arabo.

Constatiamo che i bambini, circa trenta, sono molto esuberanti e pieni di energie, quindi cerchiamo di ripetere più volte le regole dei giochi. Ci riscaldiamo con i bans, il cerchio è compatto, sono tutti completamente coinvolti nelle attività proposte. Il paracadute, che lasceremo, ci dona la sua bella presenza, i suoi colori magicamente mettono allegria e Alicia sorride per bel clima creato in poco tempo.

Dopo un paio d’ore di gioco decidiamo, visto il caldo e il ramadan, di far riposare i bambini dentro la scuola. Così ci esibiamo per loro con lo spettacolo della bambola.  Le magie di Pimpa, la giocoleria di Spring, le danze di Mezze non riescono a far sorridere la bambola che viene più volte presa di mira dai bambini che torturano Pally, che eroicamente riesce a rimanere immobile.

Dopo lo spettacolo raccogliamo con grandissimo entusiasmo i messaggi per la bottiglia da tutti i bambini ed educatrici. La bottiglia sarà poi affidata ad un prete che la porterà a Gaza. Siamo tutti stanchi e si perde un po’ di ordine in classe. Appena usciamo dalla scuola ci salutano tutti con grandi sorrisi e ci inseguono dietro la macchina.

Ringraziamo Alicia per averci dato questa bellissima occasione. Condividiamo con lei che i bambini sono molto ricettivi e intelligenti. Ci stupisce la facilità con la quale hanno saputo giocare tutti insieme nonostante le differenze di età. Questi bambini amano e sorridono alla vita, nonostante tutto, e averli conosciuti ci rende persone privilegiate.

Mentre cerchiamo un autobus, Alicia ci racconta delle difficoltà che il muro ha creato anche alla loro comunità cristiana. Il muro di separazione ha infatti tagliato in due la loro comunità. Così per non passare tutti i giorni attraverso i chek point si sono dovute dividere.

 

PeaceMore+Fantasia

L’Associazione Kenda Onlus – Cooperazione tra i Popoli ed il Circoforum,

sono lieti di invitarvi all’evento

“PeaceMore+Fantasia”.

La manifestazione che si inserisce all’interno della cornice degli eventi del “Settembre delle Creatività”, promosso dal Comune di Bari – Assessorato alle Politiche Educative e Giovanili, Accoglienza e Pace, vuole creare momenti di confronto tra la Cittadinanza, le Isituzioni ed i rappresentanti del Terzo Settore sulle tematiche legate alla solidarietà locale ed internazionale e sulla opportunità/necessità di declinare la cooperazione in chiave decentrata (rapporto tra comunità locali per costruire assieme comuni progetti di “sviluppo”).

La due giorni sarà arricchita da proiezioni di lungometraggi, documetari e video attinenti le tematiche trattate e sarà animata da concerti e spettacoli teatrali.

SIETE TUTTI INVITATI A RAGGIUNGERCI IL 22 OTTOBRE A PARTIRE DALLE ORE 18:00 ED IL 23 A PARTIRE DALLE ORE 19:30

C/O ABUSUAN – BARI, CITTA’ VECCHIA, STRADA VALLISA 67-68