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LA PRIMA PIETRA È POSTA!

È un giorno importante per la Contea di Nzara in Sud Sudan e per Kenda: le fondamenta su cui sorgerà la Banca del Sangue che supporterà l’ospedale di Santa Teresa sono state ultimate. Alla presenza del Diacono della Diocesi di Tombura – Yambio, di Suor Laura e dell’Autorità locale della Contea di Nzara é stato presentato oggi ad una comunità entusiasta il piano di costruzione della Banca del Sangue. Il Diacono e Suor Laura ne hanno simbolicamente posto la prima pietra insieme a tutto lo staff dell’ospedale di Santa Teresa.

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I mesi che hanno preceduto questa giornata sono stati intensi per i partner locali Catholic Medical Mission Board (CMMB), la Diocesi di Tombura – Yambio e le Missionarie Comboniane ed hanno portato al quasi al completatamento dei lavori di ampliamento dell’ospedale di Nzara. Il nuovo complesso chirurgico (composto da 2 sale operatorie), il nuovo reparto materno-infantile ed il reparto post-operatorio sono in fase di ultimazione e presto si riceveranno le attrezzature perché entrino in funzione. La costruzione delle murature della Banca del Sangue di cui a partire da domani si cominceranno i lavori, procederà in fretta sotto la supervisione dei nostri partner in loco e di Kenda dall’Italia.
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Sarà la comunità locale la vera custode di questa perla nel sud ovest del Paese!

Una Banca del Sangue in Sud Sudan

Buone notizie ci giungono oggi dalla Regione Puglia. Con deliberazione n. 2330, l’11 dicembre 2018 la Giunta Regionale ha emanato le linee guida per gli interventi che riguarderanno l’applicazione dell’art. 40 della Legge Regionale 40/2016 – Azioni a sostegno della Cooperazione Internazionale nel 2018. Nella stessa, la Giunta dichiara di voler indirizzare le risorse disponibili a tre Paesi: Sud Sudan, Iraq e Somalia. Con immenso entusiasmo scopriamo dunque che il progetto “Un Fiore Rosso per Nzara”, promosso da Kenda Onlus insieme ai partner internazionali quali la ONG statunitense Catholic Medical Mission Board (CMMB), la Diocesi di Tombura – Yambio, la Contea di Nzara e le Missionarie Comboniane, sarà co-finanziato per la durata di 18 mesi dalla Regione Puglia.
Un Fiore Rosso per Nzara ha come obiettivo generale quello di Migliorare le condizioni di vita della popolazione della contea di Nzara, nel sud ovest del Paese e soprattutto in favore di donne e bambini. A tale scopo il progetto prevede la realizzazione e di una Banca del Sangue e il suo equipaggiamento per la lavorazione, registrazione, gestione e conservazione delle unità di sangue donato presso l’ospedale di Santa Teresa di Nzara, gestito dalle Missionarie Comboniane e dove grazie ad un progetto condotto da CMMB e dalla Diocesi di Tombura – Yambio si realizzeranno un reparto chirurgico, un reparto post-operatorio ed un reparto materno-infantile. La Banca del Sangue è una struttura necessaria per supportare l’operatività dei tre reparti in costruzione e poter rispondere ad una sempre maggiore esigenza locale. L’ospedale costituisce infatti l’unico polo sanitario nella zona ed è punto di riferimento anche per i Paesi confinanti del Congo e della Repubblica Centrafricana. capture

L’intervento acquisisce anche maggiore valenza se si pensa alla situazione di instabilità socio-politica che dilania il più giovane Stato africano, oggi soltanto al suo settimo anno di vita.
I passi che seguiranno questa comunicazione ufficiale prevedono la firma di una convenzione tra Kenda, in quanto ente capofila, e la Regione Puglia, in qualità di ente finanziatore. La convenzione regolerà il rapporto tra le due parti nel corso dei 18 mesi di collaborazione per quanto riguarda l’attuazione, il monitoraggio e la rendicontazione del progetto e darà il via allo svolgimento delle attività previste.

*l’art. 40 della Legge Regionale 40/2016 – Azioni a sostegno della Cooperazione Internazionale è uno strumento predisposto dalla Regione Puglia, Dipartimento Relazioni Internazionali, volto a supportare progetti di cooperazione in ambito sanitario in Paesi in cui sono in corso conflitti etnici o religiosi, o che affrontano il processo di ricostruzione democratica post-bellica.

 

Frigo Solidale

Il progetto Frigo Solidale, ideato da Kenda  in collaborazione con l’Aps Farina 080 onlus, Link- sindacato studentesco, Zona Franca, The Hub e il Comune di Bari – Assessorato al Welfare – è stato selezionato tra i progetti vincitori del bando “Con il Sud” promosso dalla Fondazione con Il Sud.

Il progetto risponde all’obiettivo principale di favorire la riduzione dello spreco di cibo e contrastare la povertà attraverso la diffusione della pratica del foodsharing, mediante frigoriferi e dispense solidali.
All’interno della città di Bari stiamo collegando i “luoghi dello spreco” (famiglie e imprese di produzione, trasformazione, distribuzione e ristorazione) con i “luoghi del bisogno” (individui e famiglie in difficoltà economica) attraverso la promozione della cultura del dono delle eccedenze alimentari.

La strategia d’intervento sta vedendo l’attivazione 7 dispense e altrettanti frigoriferi solidali, collocati in spazi chiusi ma aperti al pubblico, disponibili per chiunque intenda lasciare o ritirare cibo ancora commestibile. L’installazione di un frigorifero all’interno delle diverse realtà cittadine diventa funzionale all’attivazione di iniziative di contrasto allo spreco di cibo (come ad esempio il coinvolgimento degli esercizi commerciali rionali nella condivisione degli esuberi alimentari da collocare nel frigorifero), ma anche per la creazione di momenti di condivisione, convivialità ed integrazione, anche interculturale.

Potete seguire le nostre avventure antispreco e partecipare alle iniziative seguendo le attività del progetto sulla pagina facebook “Frigo Solidale“.

Andate ed utilizzateli, perchè il cibo come le buone idee, non vanno a male (se le sappiamo usare).img-20170614-wa0000

Agosto 2017- Nello zaino di Carmen Ventura

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Cosa c’era nel tuo zaino prima di partire ?  E cosa c’era nel tuo zaino al ritorno?
 Ho attraversato l’oceano tra paura ed eccitazione per raggiungere LA PAZ in Bolivia terra dove le Ande incontrano l’Amazzonia. Sono rimasta molti mesi lì. Avevo il cuore pesante, tanta voglia di darmi forma e di dare forma a quelle parti di me che mi attraversavano in dialogo scomposto e che non riuscivano a trovare PACE.
Ho percorso molti km dentro me stessa.

Ho alleggerito il cuore, ho scoperto la mia forza, ho imparato a guardare, a rispettare, ad attendere pazientemente, a sentire il mio respiro, a respirare piano, a camminare a fatica a 3600 metri sul livello del mare.

Ho visto per la prima volta l’azzurro azzurro del cielo e il bianco bianco delle nuvole. Ho guardato un lago come se fosse il mare. Ho imparato a rispettare il silenzio che sussurra forte ciò che tanto faticosamente cerchi nel rumore di te stessa. Ho scoperto che viaggiare è la somma di tante piccole azioni…quelle che partono dal cuore…e che altro non è che il coraggio che ognuno ha in sé se ascoltasse il cuore.

I viaggi non finiscono mai diceva J. Saramago… ogni viaggio merita un romanzo!

Bolivia
Foto e testo di Carmen Ventura

Food sharing e contrasto alla povertà: “Frigo solidale”, il nuovo progetto di Kenda Onlus

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Oggi siamo molto felici perché il progetto progetto “Frigo solidale”, ideato da Kenda Onlus, si è aggiudicato il sostegno della Fondazione CON IL SUD nell’ambito dell’iniziativa “Con il Sud che partecipa”.

Il progetto, si avvale della collaborazione dell’Aps Farina 080 onlus, Link-Sindacato studentesco, Zona FranKa, The Hub e il Comune di Bari – Assessorato al Welfare, si pone l’obiettivo di favorire la riduzione dello spreco di cibo, contrastare la povertà e promuovere il foodsharing attraverso frigoriferi e dispense solidali che saranno diffusi in sette diverse zone della città di Bari.
DI COSA SI TRATTA
Frigoriferi e dispense saranno collocati, in spazi chiusi ma aperti al pubblico, disponibili a chiunque intenda lasciare o ritirare cibo ancora commestibile, aderendo ad una sistema di regole che permetterà di garantire la corretta conservazione dei prodotti anche grazie alla mobilitazione di diversi volontari.

L’installazione di un frigorifero all’interno delle diverse realtà cittadine sarà poi finalizzato all’attivazione di
iniziative di contrasto allo spreco di cibo (come ad esempio il coinvolgimento degli esercizi commerciali rionali
nella condivisione degli esuberi alimentari da collocare nel frigorifero), ma anche alla creazione di momenti di
condivisione, convivialità ed integrazione interculturale.

Ogni frigorifero, ovviamente, svolgerà una funzione orientata al contesto in cui si troverà.
In alcuni luoghi, infatti, servirà a sostenere le attività di conservazione degli alimenti raccolti da uno Sportello Caritas (Parrocchia San Sabino), in altri rafforzerà le dinamiche di condivisione del cibo negli spazi di co-working (The
Hub), in altre ancora servirà per sensibilizzare la comunità studentesca intorno ai temi della salvaguardia dell’ambiente e dell’integrazione culturale (Link – Ateneo Lettere).

In tutti i casi verranno organizzate azioni finalizzate a costruire una comunità solidale, che si fa carico delle situazioni di bisogno ed è disposta ad impegnarsi per diffondere stili di vista sostenibili.

LUGLIO 2017 – NELLO ZAINO DI MARTA CARADONNA

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Cosa c’era nel tuo zaino prima di partire ?  E cosa c’era nel tuo zaino al ritorno?

…. Cosa spinge i nostri piedi, il nostro corpo e la nostra persona a mettersi in viaggio, lasciando alle spalle i confini di un mondo comodo, conosciuto, costellato di affetti e riferimenti culturali familiari? I miei sogni mi hanno mostrato sin da piccola, luoghi lontani e persone leggendarie, realtà che la mia curiosità mi ha spinto a conoscere ed esplorare.

L’ALTERITÀ’, qualsiasi forma incarnasse, era la mia meta, incontrarla nella lingua, nei tratti somatici, nei sistemi politici e sociali, nelle conoscenze tradizionali è stato il mio percorso. Viverla mi ha insegnato che, nonostante tutte le sfide e i limiti materiali e umani, è possibile condividere con amici di altri popoli il sogno di vedere arrivare incontro a noi un giorno la felicità, il sogno di una vita più giusta che elargisce pace e serenità.

Oggi, seduta ad una scrivania in un punto che è più vicino alla mia casa d’origine, mi domando ancora in quale momento della nostra vita avverrà quest’incontro atteso … intanto i nostri passi proseguono, preparandosi a nuovi incontri e viaggi rivelatori che creano ponti e legami che superano dimensioni temporali e spaziali.

Tanzania
Testo e foto di Marta Caradonna

GIUGNO 2017 – NELLO ZAINO DI MARCO COSTANTINO

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Cosa c’era nel tuo zaino prima di partire ?  E cosa c’era nel tuo zaino al ritorno?
L’Ecuador è un paese in bilico. La linea immaginaria da cui prende il nome è anche la frontiera delle frontiere, quella tra nord e sud del mondo.

Concetti geografici che rimandano ad immaginari molto più ampi: sviluppo e sottosviluppo, benessere e miseria, vincitori e vinti. Ho attraversato via terra quella linea immaginaria in una località dall’evocativo nome “Mitad del mundo” nel corso di un viaggio alla scoperta di organizzazioni di produttori del commercio equo e solidale, tra i piccoli produttori di canna da zucchero e banane.

Piccole organizzazioni che ogni giorno di qua e di là dall’equatore difendono le proprie comunità e la loro terra dall’aggressione dell’agricoltura intensiva e del commercio internazionale. Sono stati loro a ricordarmi che la vera frontiera non è tra due emisferi, ma tra due idee.

Sfruttamento e cooperazione, disprezzo e rispetto, solidarietà ed egoismo.  A noi la scelta.

Ecuador
Foto e testo di Marco Costantino

Aprile 2017- Nello zaino di Marco Dello Russo

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Cosa c’era nel tuo zaino prima di partire ?  E cosa c’era nel tuo zaino al ritorno? 

Non avevo uno zaino. Avevo una valigia piena di paure.  Era la mia prima esperienza in un Paese così lontano, così diverso dal resto del mondo per come avevo imparato a conoscerlo fino a quel momento.

La valigia era grande, ingombrante e difficile da trasportare, perché il timore dell’ignoto appesantisce gli animi e rende i piedi pesanti come il piombo. Dopo qualche giorno ho iniziato prendere diversi indumenti e sbarazzarmene. Via tutto il superfluo.

Via la concezione del tempo per come lo concepiamo noi. Via lo spreco di cibo, acqua e denaro di cui abusiamo quotidianamente. Via il senso di superiorità instillato a forza da una generazione precedente che ci ha ripetuto fino alla nausea che un giorno saremmo diventati qualcuno. Via la tecnologia da cui siamo del tutto dipendenti. Via la frenesia, il senso di angoscia, i pensieri negativi sul futuro. Via tutto.

Alla fine sono rimasto nudo, senza indumenti ed ho imparato a muovermi tra le strade di Addis Abeba ed Arba Minch per diversi mesi come farebbe qualsiasi Etiope, scoprendo alcuni aspetti della mia personalità che francamente non pensavo di possedere.

Quando sono tornato avevo finalmente il mio zainetto una volta sceso dall’aereo. Dentro solo indumenti preziosi, più piccoli da trasportare. Il senso di umanità e di collettività che solo l’Africa può donarti. Quei riflessi di luce sul lago Chamo ad Arba Minch e lo spettacolo della natura della Riff Valley a 1500 metri di quota di fronte al quale si rimane a bocca aperta. Il sapore dell’Injera e dei suoi molteplici ingredienti.

L’odore di carne bruciata e polvere che riempie l’aria. Il sapore della birra Dashen. I bambini sperduti degli Youth Centres ed Addis Abeba, dove le strade non hanno un nome. Ripensadoci oggi, credo di essermi liberato in parte di alcuni indumenti, durante la mia esperienza laggiù, ma di non essere mai tornato veramente indietro.

Amasegenallo Etiopia – Foto e testo di Marco Dello Russo
Tirocinio CIAI – Centro Italiano Aiuti Infanzia
Settembre – Dicembre 2015.