Dialogo con Alessandro Leogrande, autore di “La Frontiera”

Leogrande

Venerdì 26 Febbraio alle ore 19.30, presso il Laboratorio Urbano G.lan di Locorotondo, presenteremo, insieme all’Associazione Culturale il Tre Ruote Ebbro, il libro di Alessandro Leogrande “La Frontiera” (edizione Feltrinelli).

L’incontro nasce per raccontare i diversi aspetti dell’immigrazione, per offrire un punto di vista differente su un argomento molto dibattuto negli ultimi mesi. Lo faremo con un libro e un calendario, che, attraverso inchieste e testimonianze, affrontano rispettivamente le migrazioni recenti verso l’Europa, e quelle già consolidate nella città di Bari.

Protagonista dell’incontro Alessandro Leogrande con il suo libro “La frontiera”; un libro fatto di molti libri, storie chiuse o “to be continued” ma sempre legate tra loro, che alla fine della lettura risulta essere il format più adatto per raccontare, oggi, le migrazioni.
Attraverso inchieste e testimonianze, “La frontiera” offre infatti un punto di riferimento fondamentale sulla storia recente delle migrazioni verso l’Europa.
“C’è una linea immaginaria eppure realissima, una ferita non chiusa, un luogo di tutti e di nessuno di cui ognuno, invisibilmente, è parte: è la frontiera che separa e insieme unisce il Nord del mondo, democratico, liberale e civilizzato, e il Sud, povero, morso dalla guerra, arretrato e antidemocratico. “

Dialogherà con Alessandro Leogrande, la nostra socia Teresa Manuzzi, giornalista, che ha realizzato le interviste e le fotografie che compongono il calendario 2016 di Kenda “Mappamondo metropolitano“.

L’evento si inserisce all’interno del MESE DELLA PACE organizzato dal Comune di Locorotondo.
ALESSANDRO LEOGRANDE
Alessandro Leogrande, vicedirettore del mensile “Lo straniero” di Goffredo Fofi, è autore di straordinari libri inchiesta come “Uomini e caporali” e “Il naufragio”, caratterizzati da ricostruzioni rigorose di vicende dimenticate troppo in fretta (il caporalato più crudele della Puglia, il tragico speronamento della “Kater i rades”). In questo caso ha aggiunto una componente forte di “giornalismo narrativo”, scegliendo decisamente uno stile da anni affermato nel mondo (dai maestri sudamericani a Kapuscinski e Aleksievich) e ormai riconosciuto anche in Italia.

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