marzo 2017 – NELLO ZAINO DI SABRINA LESSA E MATTIA ANTONIO FUSO

03_Sabrina Lessa e Mattia Antonio FusoQuesto meraviglioso viaggio ci ha dato la possibilità di conoscere un uomo dolce e intelligente di nome Babacar, il nostro mediatore culturale diventato nostro caro amico.   Attraverso i suoi occhi questa terra è rimasta nel nostro cuore come la terra della teranga ovvero dell’ospitalità, la terra dei sorrisi bianchissimi dei bambini scalzi, la terra dalle grande forza di volontà di uomini e donne, in un tempo scandito non dalle lancette di un orologio ma da ritmi umani e naturali.

Lasciamo qui il nostro cuore, il ricordo di un viaggio di nozze sui generis, tante coccole ai bambini dell’asilo, sorrisi e lacrime di tubap (noi uomini bianchi).

Foto e testo di  Sabrina Lessa e Mattia Antonio Fuso

TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI

Bari chiama Con.GO!

Il Centro Interculturale Abusuan e l’Associazione Figli della Luce in collaborazione con Kenda Onlus, e la fraternità Comboniana il 3 e 4 Marzo prossimi vi invitano a partecipare ad una due giorni di musica, cooperazione e solidarietà presso l’Auditorium La Vallisa di Bari.
L’obiettivo è di inviare un container pieno di materiale utile all’allestimento di una casa di accoglienza per 80 bambine e bambini nel quartiere povero di Kingabwa, a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo.
Durante le serate diversi artisti si alterneranno sul palco dell’Auditorium La Vallisa facendo da cornice agli interventi e alle testimonianze di coloro che stanno partecipando alla realizzazione di questo importante progetto a difesa dell’infanzia.

kinshasa

A Kinshasa, città abitata da circa 10 milioni di abitanti e attraversata da esodi rurali e migratori imponenti da tutta l’Africa, l’Unicef stima circa 14.000 “shegué”: bambini e bambine di strada che sopravvivono di lavoretti nei mercati, elemosina e piccoli furti, ma spesso anche di prostituzione, attività illegali e altri espedienti. Orfani di guerra o ex bambini soldato a cui si aggiunge un altro piccolo esercito di 15.000 bambini “sorciers” ossia cacciati dalle famiglie perché accusati di stregoneria, sotto l’influsso di predicatori ed esorcisti che proliferano nelle baraccopoli.

L’Associazione Figli della Luce – Onlus, in collaborazione con la missione delle Suore Stimatine in Congo, è impegnata a raccogliere i fondi per la realizzazione di opere e all’attivazione di progetti di solidarietà nel campo dell’accoglienza, dell’istruzione e della formazione professionale.

Tra questi c’è la costruzione di una casa di accoglienza per 80 bambine e bambini, una struttura su due piani il cui costo per lavori e arredi è stimato in circa 360.000$

I lavori della struttura sono stati già avviati grazie alle donazioni raccolte ma occorre tessere una rete molto più ampia di donatori per trovare i fondi residuali per completare e allestire il centro.

I volontari dell’Associazione sono riusciti ad ottenere un container e a riempirlo di materiale utile all’allestimento del centro. Ora si tratta solo di fare un ultimo piccolo sforzo per mandare questo container a Kinshasa.
Il Centro Interculturale Abusuan e Kenda Onlus hanno raccolto la sfida e organizzato per il 3 e 4 Marzo, presso l’Auditorium La Vallisa di Bari, una due giorni di musica e solidarietà per raccogliere fondi necessari alla copertura delle spese di trasporto del container.

CON.GO! Mandiamo un container pieno di solidarietà pugliese in Congo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FEBBRAIO 2017 – NELLO ZAINO DI SAVERIO FANFULLA

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Foto e testo di Saverio Fanfulla

Alla fine della chiacchierata, l’anziana ci chiede quanto altro tempo ancora saremmo rimasti in Palestina e quali altre città avremmo visitato. La nostra risposta è stata un elenco di città, non parlavamo arabo e non siamo riusciti a strutturare una frase completa, per fortuna Mohammad ci traduceva. Alla pronuncia di Akko, città sul mare nello Stato d’Israele, gli si illuminano gli occhi, gli scende una lacrima, ci guarda e ci chiede: “Quando sarete lì, salite su per la strada che porta al Minareto, difronte a questo ci sarà una casa, la mia casa. Andate lì, baciatela per me, ditegli che mi manca, ditegli che probabilmente non ci vedremo più, ditegli che siamo stati assieme e che abbiamo parlato a lungo. La mia casa, dove sono nata, dove sono cresciuta, dove ho accudito i miei fratelli, dove aspettavo con ansia mio padre, dove ho visto morire mio padre. Fate una preghiera, che Dio vi benedica, inshallah un giorno ci torneranno i miei figli.”
L’anziana mancava da 30 anni, la ricordava bene, metro quadro per metro quadro e posso confermare, tutto è rimasto come le sue parole, bellissima, alta, delle volte bellissime, un minareto imperioso come panorama che divide in due il mare. Una cosa è cambiata però e non è un particolare che può passare inosservato ad un testimone che ha osservato e ascoltato; sul campanello c’è scritto Moshe-David.
Questo ho riportato nel mio zaino, la consapevolezza e la capacità di trasformare la rabbia in azione.

Ero arrabbiato, tanto arrabbiato, oggi sono testimone; incontro, racconto e agisco.

TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI

Gennaio 2017 – Nello zaino di Luca Reggiani

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CINA – Foto di Luca Reggiani – Tutti i diritti sono riservati

Da qualunque posto arrivi la “chiamata”, qualunque sia la destinazione che mi si mostra, mi attrae a sé e mi sceglie, nel viaggio di andata parto sempre con poche cose e le mie macchine fotografiche.
il viaggio i 5 sensi, protesi verso la scoperta, si dilatano, raccolgono sensazioni ed emozioni guidati dall’altrove e dall’ignoto. Ritorno a casa con i miei scatti e con l’essenziale: solidarietà, complicità, scambio e condivisione. E amicizia.

Foto e testo di Luca Reggiani – TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI

LA STORIA DI HASSAN

settembre

 

Hassan è giunto in Italia dal’Iran, nei primi anni ’80, perché aveva un sogno: diventare medico. Dopo essere riuscito ad iscriversi presso l’Università di Chieti, la realtà e la necessità economica hanno preso il sopravvento.

Da lì la decisione di scendere al sud, dove la vita costava meno. Guarda il video dell’intervista e le foto e scopri come è andata a finire la sua avventura!

 

La storia di Bintu

agosto

Ad agosto c’è la storia di Bintu che aspetta solo di essere ascoltata. Una splendida cinquantenne senegalese giunta a Modugno negli anni ’80 per salutare per l’ultima volta suo fratello. Da allora non c’è stato mai verso di ritornare in Senegal o di partire per un altro Paese. Kenda vi propone di volare in Senegal con una guida di eccezione! Bintu, con le sue parole ed il suo racconto, saprà condurvi nel Paese dove ci sono case senza muri, una comunità capace di accogliere e prendersi cura dei più deboli e tanto, tanto altro! Buon Viaggio!

Guarda qui le foto e l’intervista!

La storia di Almaz

luglio

Ecco on line la storia di Almaz, una donna Eritrea giunta in Italia, a Bari, negli anni ’80.  Nella sue parole ritroviamo la scuola, gli amici, l’amore, la famiglia, l’integrazione, la nostalgia per il Paese d’origine.

La storia personale diventa storia collettiva, di un Paese prima e di una città poi.

Guarda qui le foto e l’intervista!

La storia di Din Mohammed

IMG_2984Ecco on line la storia di Din, un ragazzo Afghano giunto in Italia quando era ancora minorenne. Il suo sogno era la Germania, ma arrivato in Italia è stato costretto a lasciare le sue impronte digitali. Adesso lavora in un pizzeria a Bari, città in cui vive da 6 anni, e ama praticare dello sport durante il tempo libero.

Ecco la sua storia